27/08/2009
Recensione Libraria: Thies Christophersen - "La Fandonia di Auschwitz"
Recensione Libraria - LA FANDONIA DI AUSCHWITZ di Thies Christophersen
di Dagoberto Husayn Bellucci
"La Verità vi renderà liberi" (Gesù Cristo)
Le ultime polemiche "olocaustiche" scaturite dopo alcune dichiarazioni del vescovo tradizionalista inglese Williamson (appartenente alla fazione scismatica levebvriana che rifiuta il modernismo del Concilio Vaticano II.o e riaccolta in seno alla Chiesa di Roma dal papa Benedetto XVImo) che ha negato la possibilità tecnica dell'assassinio di massa di ebrei mediante camere a gas e sostenuto semplicemente quanto è evidente per chiunque si avvicini con spirito di verità alla storia dell'ultimo conflitto mondiale ovvero l'assurdità dell'eliminazione dei presunti "sei milioni" di ebrei hanno - se non 'altro' - avuto il merito di riaccendere i riflettori sulla storiografia revisionista al di là del 'putiferio' massmediatico scatenato dalla "lobby" sterminazionista che continua inesorabilmente a pretendere leggi liberticide o reazioni legislative nei confronti di chiunque metta in discussione "l'olocausto".
Vediamo ora di fare 'chiarezza'. Premesso che il cosiddetto "olocausto" di "sei milioni" di individui appartenenti alla razza ebraica, eliminati secondo la vulgata corrente della storiografia sistemica dalla Germania Nazionalsocialista mediante un programma di "soluzione finale" della "questione ebraica" (Endlosung der Judenfrage), non è nient'altro che una menzogna interplanetaria come dimostrano, al di là di ogni possibile dubbio, gli stessi documenti della controparte ebraica prima, durante e all'indomani del 2.o conflitto mondiale; non è - a nostro parere - assolutamente irrilevante che di quest'evento (assolutamente relativo nel quadro generale della contabilità 'cimiteriale' degli avvenimenti bellici in questione che portarono a perdite immani su tutti i fronti) si sia fatto un vero e proprio esperimento di "anatomia" storiografica: i cadaveri ebrei risultanti più 'morti' degli altri o , per intenderci, l'innalzamento quale novello e unico dogma di una società secolarizzata che ha creato - dopo la "fabbrica" dell'olocausto e il conseguente businness - anche la nuova "religione dell'olocausto".
Si tenga presente oltretutto che il secondo conflitto mondiale fu una tragedia immane per milioni di donne e uomini dell'una o dell'altra parte, militari e civili, uomini d'azione e di pensiero come semplici cittadini inermi rimasti vittime dell'odio o di misure repressive o cautelative per la sola appartenenza etnica o religiosa come dimostrano i provvedimenti restrittivi varati anche dalle autorità statunitensi per migliaia di italiani, tedeschi o giapponesi (inviati in campi di concentramento al pari di quanto fatto in Germania con gli ebrei dalle autorità del Terzo Reich).
La necessità degli ambienti ebraici di creare una sorta di dogma assoluto attorno alla questione dell'"olocausto" nasce proprio dall'esigenza di rendere indiscutibili le verità dei vincitori oltre a creare, come vedremo, i presupposti per la nascita di uno stato ebraico in Palestina e soprattutto una vera e propria "religione olocaustica".
E ciò è tanto più reale se si prendessero 'seriamente' le recenti dichiarazioni del Pontefice della Chiesa cattolica apostolica romana che - ricevendo i rappresentanti di diverse associazioni giudaiche e 'tagliando la testa al toro' di qualsivoglia ulteriore polemica tra> ambienti ebraici e Chiesa pena la fine di un preteso "dialogo interreligioso" che in realtà ha semplicemente finito con il mettere lo stesso soglio pontificio in un vero e proprio "cul de sac"- ha affermato che "negare l'olocausto è negare Dio"! Siamo al delirio o per esser ancor più espliciti, alla totale genuflessione vaticana dinnanzi ai "poteri forti" che opprimono l'umanità.
Se tale assioma fosse vero saremmo comunque , indiscutibilmente, i primi atei della contemporaneità 'sgangherata' e i primi negatori dell'esistenza del Divino. Tant'è non è affatto così che stanno le 'cose': semplicemente il dogma olocaustico ha ricevuto un'investitura 'ufficiale' dalla più alta autorità vaticana ovvero da chi , più di altri, di dogmi se ne intende. La "religione dell'olocausto" , dopo aver distrutto e calpestato la verità e l'evidenza , colpito con ferocia e represso il 'dissenso' , eliminato dubbi e critiche ai suoi teoremi ha ottenuto infine l'imprimatur e la piena 'benedizione' dal Vaticano... sono "segni dei tempi" per dirla con Renè Guenon...niente di più ma niente di meno.
Nè deve destar 'scalpore' alcuno che tra giornate della memoria, rievocazioni, ricordi e gite organizzate nei "campi dello sterminio" l'opinione pubblica contemporanea non possa reagire a questo delitto contro la verità storica e il buonsenso (...a questo punto anche contro Dio ...chiamato in causa nientepopòdimeno che dallo stesso Benedetto XVImo per avallare la menzogna sionista...)...
Cosa è stato "Auschwitz"? Che cosa realmente avvenne nel principale campo di concentramento (non sterminio) che gli storici contemporanei, servi della Sinagoga Mondiale, hanno innalzato quale moderno monumento del "genocidio"? Chi , come, dove e quando venne attuato questo preteso assassinio di massa del popolo che si autoproclama "eletto"? Domande alle quali provò a rispondere con un interessante volumetto Thies Christophersen che ad Auschwitz c'é stato dal gennaio al dicembre del 1944.
Scrive l'autore "Io sono stato ad Auschwitz. (...) Dopo la guerra appresi di stermini di massa che si pretendeva fossero stati perpetrati dalle "S.S." sugli internati ebrei. Ne fui oltremodo sbalordito. A dispetto di tutte le deposizioni testimoniali, di tutte le informazioni stampa e delle trasmissioni radio e televisive, tuttora non credo assolutamente alle atrocità. L'ho affermato senza stancarmi e ad ogni occasione. (...) Sia detto con franchezza, a me stesso sorsero dei dubbi. Quando da tutte le parti si ascolta , monotona ed ossessiva, la stessa musica, si finisce con l'assuefarvisi. "Dove dunque sarebbero andati a finire tutti gli ebrei, se non sono finiti nelle camere a gas? - Non lo so. Tuttavia devo pur chiedermi di dove siano venuti se durante la guerra se ne devono essere ammazzati sei milioni... Nella mia regione, lo Schleswig-Holstein, ebrei non ve n'erano affatto, già prima della guerra. Dei cosiddetti "Viehjuden" (ebrei allevatori) in campagna non c'era traccia. (...) Moltissimi ebrei se ne andarono all'estero prima della guerra e anche durante la stessa e molti sono sopravvissuti ai campi d'internamento...e molti ebrei vivono ancor oggi in mezzo a noi."
Tale fu , effettivamente, la situazione per la Germania e le regioni annesse progressivamente al Reich tedesco: gli ebrei che poterono , con i loro mezzi e l'assistenza delle associazioni ebraiche internazionali (specie quelle anglosassoni), se ne andarono abbandonando la zona e trovando spesso ottima accoglienza sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti ma anche in molti altri paesi dell'America Latina per non parlare dei molti che preferirono 'optare' verso l'ideale sionista del "ritorno" nella Terrasanta palestinese dove - da qualche decennio - il movimento fondato da Theodor Herzl stava predisponendo , manu militari e con l'aiuto britannico, tutte le strutture per l'edificazione e la successiva proclamazione dell'entità criminale sionista alias "Stato d'Israele".
Dunque molti furono gli ebrei che abbandonarono la Germania e le terre annesse al Reich. E altrettanto fecero i loro correligionari in Italia, Francia e nei paesi limitrofi.
Questi ebrei, i sei milioni che si pretende "sterminati", si dirà più tardi appartenevano alle regioni della Polonia e della Russia divenute mire strategiche e militari dell'idea espansionistica hitleriana dello "spazio vitale" ad Est...anche su quest'affermazione ci sarebbe molto da obiettare considerando la frenetica attività delle organizzazioni sioniste per evacuare in Palestina migliaia di cittadini di origini ebraiche per quel piano di "ripopolamento" della Terrasanta in vista della costituzione dell'enclave sionista poi futuro "stato d'Israele".
Restiamo alle memorie di Christophersen: "I primi dubbi mi assalirono quand'ebbi occasione di leggere un volantino di Einar Aberg, di Norrviken , Svezia. Egli comparava i dati demografici ufficiali della popolazione mondiale ebraica di prima e dopo la guerra e deduceva che gli ebrei dovevano aver prolificato in misura tale, durante la guerra, che tutte le femmine ebree, in età feconda, avrebbero dovuto partorire immancabilmente almeno un figlio ogni anno, se la cifra di 6 milioni di ebrei assassinati fosse stata veritiera. Nel 1938 erano censiti, in tutto il mondo, 15.688.259 ebrei. Questo dato - è sempre Aberg che cito - era stato tratta dal World Almanac (Almanacco Mondiale) della American Jewish Committee (Comitato giudeo-americano). Nel 1948 - vedasi articolo del "New York Tmes" , di W. Baldwin (un esperto riconosciuto di tutti i problemi demografici e talmente imparziale che neanche facendo appello alla miglior fantasia potrebbe essere bollato di "antisemitismo") - risultavano 18.700.000 ebrei nel mondo. La leggenda dei sei milioni di ebrei sterminati non può che essere una bubbola, perchè è materialmente impossibile che una popolazione aumenti , in dieci anni, del 100% (cioè raddoppi: essendo 15 milioni nel '38, meno i 6 milioni (assassinati) = 9 milioni di superstiti, diventati 18 milioni in...10 anni!)."
Non che ci volesse molto ma la Matematica, a differenza della Storia (sempre asservita ai vincitori di ogni bandiera e ideologia) , è una scienza esatta così come - si vedrà molto tempo più tardi con la pubblicazione del "Rapporto Leuchter - pure la chimica....
"In un libro edito in Brasile si legge: "...questa documentazione> (ONU) è stata utilizzata dal Canadian Anti-Defamation Committee of Christian Lawmen (Commissione dei giuristi cristiani canadesi contro la diffamazione) , ed accertò che 200mila ebrei sono morti, nei dodici anni che durò il regime di Hitler (1933-1945), per le cause più diverse e cioè: assassinio politico, pena capitale, fucilazione di guerriglieri e sabotatori, bombardamenti (alleati) su campi di concentramento ed altre cause belliche; e però anche per cause naturali, come malattia e vecchiaia.". Il prestigioso socialdemocratico austriaco dr. Benedikt Kautsky - ebreo , ma galantuomo - che è vissuto dal 1933 al 1945 in internamento, di cui tre anni trascorsi ad Auschwitz , riferisce: "Sono stato nei grandi campi di concentramento in Germania. Però , in ossequio alla verità, debbo affermare che in nessun campo ho constatato la presenza di impianti del genere "camera a gas" (v/Heinz Roth , Odenhausen, allegati). Richard Baer, ultimo comandante ad Auschwitz (assunse il comando nel 1943) e, quindi, il teste più qualificato in materia , del quale il settimanale francese "Rivarol" riferisce che non ci fu modo di smuoverlo dall'attestazione che "durante tutto il tempo da lui trascorso alla direzione del campo di Auschwitz, nai aveva visto camere a gas, nè saputo della loro esistenza" , sfortunatamente - e benchè godesse di ottima salute - morì improvvisamente il 17 giugno 1963 dopo pochissimi giorni di carcerazione preventiva..."
Lasceremo al lettore interessato di continuare la lettura del volume(edito in Italia dalle edizioni 'La Sfinge' di Parma nel dicembre 1984 e attualmente presumibilmente disponibile presso le edizioni All'Insegna del Veltro) per il momento ci concentreremo invece su una verità che emerge lapalissiana: il preteso "olocausto", lo 'sterminio' di sei milioni di soggetti appartenenti alla razza ebraica, non è
> nient'altro che una leggenda abilmente inventata dalle centrali di disinformazione sioniste per :
a) sottomettere moralmente e umiliare la Germania;
b) trarre i maggiori profitti sia in 'riparazioni' che in 'compensi' tanto alle associazioni ebraiche internazionali quanto ai singoli 'superstiti' ...per non parlare dell'entità criminale sionista, occupante la Palestina;
c) demonizzare il Nazionalsocialismo e il suo Capo facendone "strumenti demoniaci" (come tanta letteratura e tant'altro cinema hanno per decenni 'proiettato' nell'inconscio collettivo post-bellico);
d) creare le premesse - mediante la nascita di istituzioni ad hoc sovranazionali quali le Nazioni Unite - per la costituzione di un'entità statuale ebraica in Terrasanta come predetto lucidamente dai "Protocolli dei Savi Anziani di Sion" quarant'anni prima e come sognato nei deliri razzial-colonialisti del movimento sionista da Herzl a Jabotinsky passando per Chaim Weizzman e Ben Gurion;
e) dar vita a quella "industria dell'olocausto" che continua a portare acqua (e soprattutto denaro sonante) al mulino della causa sionista (si tenga presente soprattutto l'autentica inondazione di materiale scrittorio prodotto dai crani , ebraici o filo-ebraici, sulla storiografia sterminazionista e il monopolio culturale delle agenzie, editori e autori ebrei o filo-ebraici);
f) realizzare la completa sovversione dei valori nelle società occidentali e il rovesciamento delle vicende storiche (che parlano di una dichiarazione di guerra lanciata dagli ambienti ebraici contro il Terzo Reich fin dalla primavera del 1933 e del seguente allineamento delle principali organizzazioni internazionali sioniste alla dichiarazione di guerra alleata lanciata dalle democrazie europee alla Germania nel settembre del 1939);
g) innalzare una nuova "religione dell'olocausto" con il suo dogma centrale, incontestabile, indiscutibile e insindacabile per chiunque: lo 'sterminio' o meglio il più 'sacrale' e 'religioso' concetto di "olocausto" dei sei milioni di ebrei mediante camere a gas e forni crematori...
Come definire questo piano diabolico, complotto contro la verità e l'umanità e insieme autentica frode ai danni della Storia e dell'Europa (dalla 2.a Guerra Mondiale inesistente continente sottomesso e diviso tra la potenza statunitense d'oltreatlantico e quella dei sovietici , a distanza di sessant'anni e più semplice colonia di Washington e appendice dell'"impero" a stelle e strisce nonchè feudo sionista per eccellenza....) se non come una straordinaria macchinazione della propaganda bellica e post-bellica del "genio" criminale israelita?
Un vero e proprio campionario di menzogne, banalità, leggende, falsi diventati dogmi inattaccabili e inviolabili. Una sequenza di storie talvolta demenziali assurte a verità assolute.
Perchè la "lobby" sterminazionista è forte. Fortissima. Il suo 'peso' politico e culturale, religioso e finanziario è immenso. La sua capacità di interferire nelle vicende della politica come della religione enorme. Nessun governo, nessun'autorità, nessuna istituzione si potrebbe sottrarre alla prevaricante e asfissiante opera di 'controllo' e eventuale 'schedatura' delle organizzazioni 'sterminazioniste', delle centrali sioniste, degli organismi ebraici, delle centinaia di centri di documentazione Simon Wiesenthal sparpagliati per i quattro angoli del pianeta. E' questo il principale motivo per cui la menzogna è diventata realtà e la leggenda una verità storica. La paura. E' sulla paura dei governi, sulla codardia dei popoli, sul timore dei singoli che si regge l'impalcatura della più grande messinscena propagandistica della storia recente e passata.
"L'influenza devastatrice della propaganda - scrive il dr. Friedrich Grimm - rende difficili agli uomini, persino ai benintenzionati, riconoscere e giudicare gli eventi delle vicende contemporanee. Lo abbiamo già sperimentato negli ultimi anni del 1.o conflitto mondiale e nella fase immediatamente successiva. Nel maggio del 1945 , pochi giorni dopo la capitolazione, ebbi un colloquio memorabile con un autorevole rappresentante del nemico. Mi si presentò come professore universitario del suo paese, desideroso di consultarmi sulle origini storiche del conflitto secondo le mie opinioni. Quella che ne seguì non fu propriamente una banale conversazione. Improvvisamente troncò la discussione, indicandomi i volantini che mi stavano dinanzi, sul tavolo, e dei quali eravamo stati letteralmente inondati sin dal giorno successivo alla capitolazione. Concernevano - occorre dirlo? - le atrocità perpetrate nei campi di concentramento, tedeschi naturalmente.... "Cosa obietta a questo riguardo?" - mi chiese reciso.
Risposi: "Oradour e Buchenwald? Per quanto mi riguarda , Lei sfonda una porta aperta. Sono avvocato e condanno l'ingiustizia ovunque la incontri e specialmente quando è commessa sul nostro versante. Però so riconoscere la differenza che passa tra i fatti e l'uso - ed abuso - che di essi vien fatto politicamente. So cosa sia la propaganda di atrocità. Dopo la 1.a guerra mondiale ho letto tutte le pubblicazioni dei vostri 'esperti' in materia. Gli scritti dell'Ufficio Northcliff; il libro del ministro delle finanze francese Klotz "Dalla guerra alla pace", in cui si racconta come fu inventata la favola dei bambini dalle mani mozzate a colpi d'ascia - dai tedeschi... - e quale profitto se ne seppe trarre; ho letto gli scritti - illuminanti - della rivista "Crapouillot", che confronta la propaganda sulle atrocità della guerra del 1870 con quelle della guerra 1914-18 e, finalmente, il testo fondamentale del Ponsonby "La menzogna in guerra". In esso si rivela che, già durante il 1.o conflitto mondiale, si disponeva di officine dove si componevano montagne di cadaveri artificiali, mediante fotomontaggio di manichini e pupazzi. Queste foto venivano distribuite, prive però di qualsiasi didascalia, che veniva suggerita, secondo la convenienza e di caso in caso dall'Ufficio Centrale Propaganda, con una semplice telefonata agli organi di stampa." - Mentre così dicevo, scelsi uno dei volantini che raffigurava - ovviamente - montagne di cadaveri nei campi di concentramento tedeschi e lo indicai all'interlocutore che mi ascoltava perplesso. Continuai: "Non posso credere che in questo conflitto , in cui ogni specie di arma è stata potenziata e raffinatamente perfezionata, sia stata trascurata proprio quell'arma velenosa del falso propagandistico e che si era dimostrata decisiva nel precedente conflitto. Tutt'altro! E ne sono bene informato. Negli ultimi mesi precedenti la disfatta ho seguito quotidianamente la stampa estera. Vi si diffondevano notizie , sulle atrocità tedesche, con una successione assolutamente programmata. Del resto le notizie erano dette provenire da una "Centrale".... (....) Allora il visitatore non riuscì più a dominarsi. "Vedo - disse - che sono inciampato in un esperto. E sia, voglio dirle chi sono. Non sono un professore universitario. Sono di quella "Centrale" di cui lei ha parlato e da mesi opero in quello che lei ha definito esattamente "Propaganda di atrocità" e grazie ad essa abbiamo conseguito una vittoria completa!" - Risposi: "Lo so; ora, quindi , potere piantarla." Obbiettò: "Ma se siamo appena all'inizio, un inizio promettente! Continueremo con essa e la intensificheremo sino a tanto che nessuno possa più pensar bene dei tedeschi, sino a che sia distrutta e cancellata qualsiasi simpatia di cui abbiano goduto in qualunque paese della terra, sino a che gli stessi tedeschi ne usciranno così intontiti e confusi da non saper più che fare, nè pensare di sè stessi.". Conclusi il colloquio ammonendolo: "Badate, vi addosserete una responsabilità incalcolabile". (1)
Ora e per un momento invitiamo i lettori a domandarsi - sessantaquattro anni dopo - quante menzogne, leggende, falsità ci hanno 'regalato' i 'tecnici' della Propaganda bellica di qualsivoglia nazione (in particolar modo Stati Uniti e "Israele") sui conflitti arabo-israeliani, la Corea, il Vietnam e più vicine a noi sulle guerre in Iraq, nei Balcani, in Somalia, in Afghanistan, sull'11 settembre 2001, sul "terrorismo globale", sulle aggressioni al Libano e alla striscia di Gaza....'mezzi' "informativi" e tecniche di propaganda ovviamente 'aggiornate' e migliorate ai tempi moderni?
La storia del mondo è diversa da quella che immagina l'umanità, cieca e sorda. E talmente intontita e plasmata (noi 'preferiamo' scrivere "kippizzata a dovere") da comprendere che si , è reale, i governi e le amministrazioni che controllano i destini del pianeta stanno spacciando menzogne a ruota libera ma ....che possiamo fare come singoli individui quando tutte le Istituzioni sono contrarie e quando ogni anelito alla verità viene deriso, villipeso, calpestato e insudiciato dai più potenti e moderni mezzi d'informazione? La risposta stà già compresa nella domanda....
L' "Olocausto" ebraico è un dogma! E come tale dev'essere trattato altrimenti....'scomunica' a vita e leggi repressive.... Rien nè va plus!
Povere "pecore matte" della contemporaneità 'rovesciata'!
DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI
Note -
1) Dr Friedrich Grimm - "La Giustizia politica, malattia della nostra epoca" - Verlag Bonner Universitats Bochdruckerei Gebr. Scher GmBH , Bonn (RFT) 1953
www.dhb.altervista.org
di Dagoberto Husayn Bellucci
"La Verità vi renderà liberi" (Gesù Cristo)
Le ultime polemiche "olocaustiche" scaturite dopo alcune dichiarazioni del vescovo tradizionalista inglese Williamson (appartenente alla fazione scismatica levebvriana che rifiuta il modernismo del Concilio Vaticano II.o e riaccolta in seno alla Chiesa di Roma dal papa Benedetto XVImo) che ha negato la possibilità tecnica dell'assassinio di massa di ebrei mediante camere a gas e sostenuto semplicemente quanto è evidente per chiunque si avvicini con spirito di verità alla storia dell'ultimo conflitto mondiale ovvero l'assurdità dell'eliminazione dei presunti "sei milioni" di ebrei hanno - se non 'altro' - avuto il merito di riaccendere i riflettori sulla storiografia revisionista al di là del 'putiferio' massmediatico scatenato dalla "lobby" sterminazionista che continua inesorabilmente a pretendere leggi liberticide o reazioni legislative nei confronti di chiunque metta in discussione "l'olocausto".
Vediamo ora di fare 'chiarezza'. Premesso che il cosiddetto "olocausto" di "sei milioni" di individui appartenenti alla razza ebraica, eliminati secondo la vulgata corrente della storiografia sistemica dalla Germania Nazionalsocialista mediante un programma di "soluzione finale" della "questione ebraica" (Endlosung der Judenfrage), non è nient'altro che una menzogna interplanetaria come dimostrano, al di là di ogni possibile dubbio, gli stessi documenti della controparte ebraica prima, durante e all'indomani del 2.o conflitto mondiale; non è - a nostro parere - assolutamente irrilevante che di quest'evento (assolutamente relativo nel quadro generale della contabilità 'cimiteriale' degli avvenimenti bellici in questione che portarono a perdite immani su tutti i fronti) si sia fatto un vero e proprio esperimento di "anatomia" storiografica: i cadaveri ebrei risultanti più 'morti' degli altri o , per intenderci, l'innalzamento quale novello e unico dogma di una società secolarizzata che ha creato - dopo la "fabbrica" dell'olocausto e il conseguente businness - anche la nuova "religione dell'olocausto".
Si tenga presente oltretutto che il secondo conflitto mondiale fu una tragedia immane per milioni di donne e uomini dell'una o dell'altra parte, militari e civili, uomini d'azione e di pensiero come semplici cittadini inermi rimasti vittime dell'odio o di misure repressive o cautelative per la sola appartenenza etnica o religiosa come dimostrano i provvedimenti restrittivi varati anche dalle autorità statunitensi per migliaia di italiani, tedeschi o giapponesi (inviati in campi di concentramento al pari di quanto fatto in Germania con gli ebrei dalle autorità del Terzo Reich).
La necessità degli ambienti ebraici di creare una sorta di dogma assoluto attorno alla questione dell'"olocausto" nasce proprio dall'esigenza di rendere indiscutibili le verità dei vincitori oltre a creare, come vedremo, i presupposti per la nascita di uno stato ebraico in Palestina e soprattutto una vera e propria "religione olocaustica".
E ciò è tanto più reale se si prendessero 'seriamente' le recenti dichiarazioni del Pontefice della Chiesa cattolica apostolica romana che - ricevendo i rappresentanti di diverse associazioni giudaiche e 'tagliando la testa al toro' di qualsivoglia ulteriore polemica tra> ambienti ebraici e Chiesa pena la fine di un preteso "dialogo interreligioso" che in realtà ha semplicemente finito con il mettere lo stesso soglio pontificio in un vero e proprio "cul de sac"- ha affermato che "negare l'olocausto è negare Dio"! Siamo al delirio o per esser ancor più espliciti, alla totale genuflessione vaticana dinnanzi ai "poteri forti" che opprimono l'umanità.
Se tale assioma fosse vero saremmo comunque , indiscutibilmente, i primi atei della contemporaneità 'sgangherata' e i primi negatori dell'esistenza del Divino. Tant'è non è affatto così che stanno le 'cose': semplicemente il dogma olocaustico ha ricevuto un'investitura 'ufficiale' dalla più alta autorità vaticana ovvero da chi , più di altri, di dogmi se ne intende. La "religione dell'olocausto" , dopo aver distrutto e calpestato la verità e l'evidenza , colpito con ferocia e represso il 'dissenso' , eliminato dubbi e critiche ai suoi teoremi ha ottenuto infine l'imprimatur e la piena 'benedizione' dal Vaticano... sono "segni dei tempi" per dirla con Renè Guenon...niente di più ma niente di meno.
Nè deve destar 'scalpore' alcuno che tra giornate della memoria, rievocazioni, ricordi e gite organizzate nei "campi dello sterminio" l'opinione pubblica contemporanea non possa reagire a questo delitto contro la verità storica e il buonsenso (...a questo punto anche contro Dio ...chiamato in causa nientepopòdimeno che dallo stesso Benedetto XVImo per avallare la menzogna sionista...)...
Cosa è stato "Auschwitz"? Che cosa realmente avvenne nel principale campo di concentramento (non sterminio) che gli storici contemporanei, servi della Sinagoga Mondiale, hanno innalzato quale moderno monumento del "genocidio"? Chi , come, dove e quando venne attuato questo preteso assassinio di massa del popolo che si autoproclama "eletto"? Domande alle quali provò a rispondere con un interessante volumetto Thies Christophersen che ad Auschwitz c'é stato dal gennaio al dicembre del 1944.
Scrive l'autore "Io sono stato ad Auschwitz. (...) Dopo la guerra appresi di stermini di massa che si pretendeva fossero stati perpetrati dalle "S.S." sugli internati ebrei. Ne fui oltremodo sbalordito. A dispetto di tutte le deposizioni testimoniali, di tutte le informazioni stampa e delle trasmissioni radio e televisive, tuttora non credo assolutamente alle atrocità. L'ho affermato senza stancarmi e ad ogni occasione. (...) Sia detto con franchezza, a me stesso sorsero dei dubbi. Quando da tutte le parti si ascolta , monotona ed ossessiva, la stessa musica, si finisce con l'assuefarvisi. "Dove dunque sarebbero andati a finire tutti gli ebrei, se non sono finiti nelle camere a gas? - Non lo so. Tuttavia devo pur chiedermi di dove siano venuti se durante la guerra se ne devono essere ammazzati sei milioni... Nella mia regione, lo Schleswig-Holstein, ebrei non ve n'erano affatto, già prima della guerra. Dei cosiddetti "Viehjuden" (ebrei allevatori) in campagna non c'era traccia. (...) Moltissimi ebrei se ne andarono all'estero prima della guerra e anche durante la stessa e molti sono sopravvissuti ai campi d'internamento...e molti ebrei vivono ancor oggi in mezzo a noi."
Tale fu , effettivamente, la situazione per la Germania e le regioni annesse progressivamente al Reich tedesco: gli ebrei che poterono , con i loro mezzi e l'assistenza delle associazioni ebraiche internazionali (specie quelle anglosassoni), se ne andarono abbandonando la zona e trovando spesso ottima accoglienza sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti ma anche in molti altri paesi dell'America Latina per non parlare dei molti che preferirono 'optare' verso l'ideale sionista del "ritorno" nella Terrasanta palestinese dove - da qualche decennio - il movimento fondato da Theodor Herzl stava predisponendo , manu militari e con l'aiuto britannico, tutte le strutture per l'edificazione e la successiva proclamazione dell'entità criminale sionista alias "Stato d'Israele".
Dunque molti furono gli ebrei che abbandonarono la Germania e le terre annesse al Reich. E altrettanto fecero i loro correligionari in Italia, Francia e nei paesi limitrofi.
Questi ebrei, i sei milioni che si pretende "sterminati", si dirà più tardi appartenevano alle regioni della Polonia e della Russia divenute mire strategiche e militari dell'idea espansionistica hitleriana dello "spazio vitale" ad Est...anche su quest'affermazione ci sarebbe molto da obiettare considerando la frenetica attività delle organizzazioni sioniste per evacuare in Palestina migliaia di cittadini di origini ebraiche per quel piano di "ripopolamento" della Terrasanta in vista della costituzione dell'enclave sionista poi futuro "stato d'Israele".
Restiamo alle memorie di Christophersen: "I primi dubbi mi assalirono quand'ebbi occasione di leggere un volantino di Einar Aberg, di Norrviken , Svezia. Egli comparava i dati demografici ufficiali della popolazione mondiale ebraica di prima e dopo la guerra e deduceva che gli ebrei dovevano aver prolificato in misura tale, durante la guerra, che tutte le femmine ebree, in età feconda, avrebbero dovuto partorire immancabilmente almeno un figlio ogni anno, se la cifra di 6 milioni di ebrei assassinati fosse stata veritiera. Nel 1938 erano censiti, in tutto il mondo, 15.688.259 ebrei. Questo dato - è sempre Aberg che cito - era stato tratta dal World Almanac (Almanacco Mondiale) della American Jewish Committee (Comitato giudeo-americano). Nel 1948 - vedasi articolo del "New York Tmes" , di W. Baldwin (un esperto riconosciuto di tutti i problemi demografici e talmente imparziale che neanche facendo appello alla miglior fantasia potrebbe essere bollato di "antisemitismo") - risultavano 18.700.000 ebrei nel mondo. La leggenda dei sei milioni di ebrei sterminati non può che essere una bubbola, perchè è materialmente impossibile che una popolazione aumenti , in dieci anni, del 100% (cioè raddoppi: essendo 15 milioni nel '38, meno i 6 milioni (assassinati) = 9 milioni di superstiti, diventati 18 milioni in...10 anni!)."
Non che ci volesse molto ma la Matematica, a differenza della Storia (sempre asservita ai vincitori di ogni bandiera e ideologia) , è una scienza esatta così come - si vedrà molto tempo più tardi con la pubblicazione del "Rapporto Leuchter - pure la chimica....
"In un libro edito in Brasile si legge: "...questa documentazione> (ONU) è stata utilizzata dal Canadian Anti-Defamation Committee of Christian Lawmen (Commissione dei giuristi cristiani canadesi contro la diffamazione) , ed accertò che 200mila ebrei sono morti, nei dodici anni che durò il regime di Hitler (1933-1945), per le cause più diverse e cioè: assassinio politico, pena capitale, fucilazione di guerriglieri e sabotatori, bombardamenti (alleati) su campi di concentramento ed altre cause belliche; e però anche per cause naturali, come malattia e vecchiaia.". Il prestigioso socialdemocratico austriaco dr. Benedikt Kautsky - ebreo , ma galantuomo - che è vissuto dal 1933 al 1945 in internamento, di cui tre anni trascorsi ad Auschwitz , riferisce: "Sono stato nei grandi campi di concentramento in Germania. Però , in ossequio alla verità, debbo affermare che in nessun campo ho constatato la presenza di impianti del genere "camera a gas" (v/Heinz Roth , Odenhausen, allegati). Richard Baer, ultimo comandante ad Auschwitz (assunse il comando nel 1943) e, quindi, il teste più qualificato in materia , del quale il settimanale francese "Rivarol" riferisce che non ci fu modo di smuoverlo dall'attestazione che "durante tutto il tempo da lui trascorso alla direzione del campo di Auschwitz, nai aveva visto camere a gas, nè saputo della loro esistenza" , sfortunatamente - e benchè godesse di ottima salute - morì improvvisamente il 17 giugno 1963 dopo pochissimi giorni di carcerazione preventiva..."
Lasceremo al lettore interessato di continuare la lettura del volume(edito in Italia dalle edizioni 'La Sfinge' di Parma nel dicembre 1984 e attualmente presumibilmente disponibile presso le edizioni All'Insegna del Veltro) per il momento ci concentreremo invece su una verità che emerge lapalissiana: il preteso "olocausto", lo 'sterminio' di sei milioni di soggetti appartenenti alla razza ebraica, non è
> nient'altro che una leggenda abilmente inventata dalle centrali di disinformazione sioniste per :
a) sottomettere moralmente e umiliare la Germania;
b) trarre i maggiori profitti sia in 'riparazioni' che in 'compensi' tanto alle associazioni ebraiche internazionali quanto ai singoli 'superstiti' ...per non parlare dell'entità criminale sionista, occupante la Palestina;
c) demonizzare il Nazionalsocialismo e il suo Capo facendone "strumenti demoniaci" (come tanta letteratura e tant'altro cinema hanno per decenni 'proiettato' nell'inconscio collettivo post-bellico);
d) creare le premesse - mediante la nascita di istituzioni ad hoc sovranazionali quali le Nazioni Unite - per la costituzione di un'entità statuale ebraica in Terrasanta come predetto lucidamente dai "Protocolli dei Savi Anziani di Sion" quarant'anni prima e come sognato nei deliri razzial-colonialisti del movimento sionista da Herzl a Jabotinsky passando per Chaim Weizzman e Ben Gurion;
e) dar vita a quella "industria dell'olocausto" che continua a portare acqua (e soprattutto denaro sonante) al mulino della causa sionista (si tenga presente soprattutto l'autentica inondazione di materiale scrittorio prodotto dai crani , ebraici o filo-ebraici, sulla storiografia sterminazionista e il monopolio culturale delle agenzie, editori e autori ebrei o filo-ebraici);
f) realizzare la completa sovversione dei valori nelle società occidentali e il rovesciamento delle vicende storiche (che parlano di una dichiarazione di guerra lanciata dagli ambienti ebraici contro il Terzo Reich fin dalla primavera del 1933 e del seguente allineamento delle principali organizzazioni internazionali sioniste alla dichiarazione di guerra alleata lanciata dalle democrazie europee alla Germania nel settembre del 1939);
g) innalzare una nuova "religione dell'olocausto" con il suo dogma centrale, incontestabile, indiscutibile e insindacabile per chiunque: lo 'sterminio' o meglio il più 'sacrale' e 'religioso' concetto di "olocausto" dei sei milioni di ebrei mediante camere a gas e forni crematori...
Come definire questo piano diabolico, complotto contro la verità e l'umanità e insieme autentica frode ai danni della Storia e dell'Europa (dalla 2.a Guerra Mondiale inesistente continente sottomesso e diviso tra la potenza statunitense d'oltreatlantico e quella dei sovietici , a distanza di sessant'anni e più semplice colonia di Washington e appendice dell'"impero" a stelle e strisce nonchè feudo sionista per eccellenza....) se non come una straordinaria macchinazione della propaganda bellica e post-bellica del "genio" criminale israelita?
Un vero e proprio campionario di menzogne, banalità, leggende, falsi diventati dogmi inattaccabili e inviolabili. Una sequenza di storie talvolta demenziali assurte a verità assolute.
Perchè la "lobby" sterminazionista è forte. Fortissima. Il suo 'peso' politico e culturale, religioso e finanziario è immenso. La sua capacità di interferire nelle vicende della politica come della religione enorme. Nessun governo, nessun'autorità, nessuna istituzione si potrebbe sottrarre alla prevaricante e asfissiante opera di 'controllo' e eventuale 'schedatura' delle organizzazioni 'sterminazioniste', delle centrali sioniste, degli organismi ebraici, delle centinaia di centri di documentazione Simon Wiesenthal sparpagliati per i quattro angoli del pianeta. E' questo il principale motivo per cui la menzogna è diventata realtà e la leggenda una verità storica. La paura. E' sulla paura dei governi, sulla codardia dei popoli, sul timore dei singoli che si regge l'impalcatura della più grande messinscena propagandistica della storia recente e passata.
"L'influenza devastatrice della propaganda - scrive il dr. Friedrich Grimm - rende difficili agli uomini, persino ai benintenzionati, riconoscere e giudicare gli eventi delle vicende contemporanee. Lo abbiamo già sperimentato negli ultimi anni del 1.o conflitto mondiale e nella fase immediatamente successiva. Nel maggio del 1945 , pochi giorni dopo la capitolazione, ebbi un colloquio memorabile con un autorevole rappresentante del nemico. Mi si presentò come professore universitario del suo paese, desideroso di consultarmi sulle origini storiche del conflitto secondo le mie opinioni. Quella che ne seguì non fu propriamente una banale conversazione. Improvvisamente troncò la discussione, indicandomi i volantini che mi stavano dinanzi, sul tavolo, e dei quali eravamo stati letteralmente inondati sin dal giorno successivo alla capitolazione. Concernevano - occorre dirlo? - le atrocità perpetrate nei campi di concentramento, tedeschi naturalmente.... "Cosa obietta a questo riguardo?" - mi chiese reciso.
Risposi: "Oradour e Buchenwald? Per quanto mi riguarda , Lei sfonda una porta aperta. Sono avvocato e condanno l'ingiustizia ovunque la incontri e specialmente quando è commessa sul nostro versante. Però so riconoscere la differenza che passa tra i fatti e l'uso - ed abuso - che di essi vien fatto politicamente. So cosa sia la propaganda di atrocità. Dopo la 1.a guerra mondiale ho letto tutte le pubblicazioni dei vostri 'esperti' in materia. Gli scritti dell'Ufficio Northcliff; il libro del ministro delle finanze francese Klotz "Dalla guerra alla pace", in cui si racconta come fu inventata la favola dei bambini dalle mani mozzate a colpi d'ascia - dai tedeschi... - e quale profitto se ne seppe trarre; ho letto gli scritti - illuminanti - della rivista "Crapouillot", che confronta la propaganda sulle atrocità della guerra del 1870 con quelle della guerra 1914-18 e, finalmente, il testo fondamentale del Ponsonby "La menzogna in guerra". In esso si rivela che, già durante il 1.o conflitto mondiale, si disponeva di officine dove si componevano montagne di cadaveri artificiali, mediante fotomontaggio di manichini e pupazzi. Queste foto venivano distribuite, prive però di qualsiasi didascalia, che veniva suggerita, secondo la convenienza e di caso in caso dall'Ufficio Centrale Propaganda, con una semplice telefonata agli organi di stampa." - Mentre così dicevo, scelsi uno dei volantini che raffigurava - ovviamente - montagne di cadaveri nei campi di concentramento tedeschi e lo indicai all'interlocutore che mi ascoltava perplesso. Continuai: "Non posso credere che in questo conflitto , in cui ogni specie di arma è stata potenziata e raffinatamente perfezionata, sia stata trascurata proprio quell'arma velenosa del falso propagandistico e che si era dimostrata decisiva nel precedente conflitto. Tutt'altro! E ne sono bene informato. Negli ultimi mesi precedenti la disfatta ho seguito quotidianamente la stampa estera. Vi si diffondevano notizie , sulle atrocità tedesche, con una successione assolutamente programmata. Del resto le notizie erano dette provenire da una "Centrale".... (....) Allora il visitatore non riuscì più a dominarsi. "Vedo - disse - che sono inciampato in un esperto. E sia, voglio dirle chi sono. Non sono un professore universitario. Sono di quella "Centrale" di cui lei ha parlato e da mesi opero in quello che lei ha definito esattamente "Propaganda di atrocità" e grazie ad essa abbiamo conseguito una vittoria completa!" - Risposi: "Lo so; ora, quindi , potere piantarla." Obbiettò: "Ma se siamo appena all'inizio, un inizio promettente! Continueremo con essa e la intensificheremo sino a tanto che nessuno possa più pensar bene dei tedeschi, sino a che sia distrutta e cancellata qualsiasi simpatia di cui abbiano goduto in qualunque paese della terra, sino a che gli stessi tedeschi ne usciranno così intontiti e confusi da non saper più che fare, nè pensare di sè stessi.". Conclusi il colloquio ammonendolo: "Badate, vi addosserete una responsabilità incalcolabile". (1)
Ora e per un momento invitiamo i lettori a domandarsi - sessantaquattro anni dopo - quante menzogne, leggende, falsità ci hanno 'regalato' i 'tecnici' della Propaganda bellica di qualsivoglia nazione (in particolar modo Stati Uniti e "Israele") sui conflitti arabo-israeliani, la Corea, il Vietnam e più vicine a noi sulle guerre in Iraq, nei Balcani, in Somalia, in Afghanistan, sull'11 settembre 2001, sul "terrorismo globale", sulle aggressioni al Libano e alla striscia di Gaza....'mezzi' "informativi" e tecniche di propaganda ovviamente 'aggiornate' e migliorate ai tempi moderni?
La storia del mondo è diversa da quella che immagina l'umanità, cieca e sorda. E talmente intontita e plasmata (noi 'preferiamo' scrivere "kippizzata a dovere") da comprendere che si , è reale, i governi e le amministrazioni che controllano i destini del pianeta stanno spacciando menzogne a ruota libera ma ....che possiamo fare come singoli individui quando tutte le Istituzioni sono contrarie e quando ogni anelito alla verità viene deriso, villipeso, calpestato e insudiciato dai più potenti e moderni mezzi d'informazione? La risposta stà già compresa nella domanda....
L' "Olocausto" ebraico è un dogma! E come tale dev'essere trattato altrimenti....'scomunica' a vita e leggi repressive.... Rien nè va plus!
Povere "pecore matte" della contemporaneità 'rovesciata'!
DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI
Note -
1) Dr Friedrich Grimm - "La Giustizia politica, malattia della nostra epoca" - Verlag Bonner Universitats Bochdruckerei Gebr. Scher GmBH , Bonn (RFT) 1953
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L'Olocausto: il dogma dell'Occidente giudaico-mondialista
L'OLOCAUSTO: IL DOGMA DELL'OCCIDENTE GIUDAICO-MONDIALISTA
di Dagoberto Husayn Bellucci - dir. resp. agenzia di stampa "Islam Italia"
Mentre assistiamo ad una omologazione sempre più massificante di mode e costumi , idee , opinioni e sistemi di vita, sembra resistere nell'Occidente giudaizzato da sessant'anni di diktat sinagogici il mito del cosiddetto "sterminio" di sei milioni di ebrei durante l'ultimo conflitto mondiale.
Insomma la leggenda dell'Olocausto, la shoa secondo l'idioma ebraico 'corrente' , al di là delle convenzioni resta uno dei capitoli indiscutibili della storia contemporanea sul quale non sono ammesse ricerche nè analisi fuori dal coro di quella verità 'ufficiale' assunta come moderno dogma dall'intero sistema occidentale.
Crollate le ideologie, morti e sepolti i miti politici che hanno caratterizzato l'intero XX° secolo resiste dunque solo ed esclusivamente il dogma dell'Olocausto.
E che di dogma si tratta per gli occidentali crediamo che sia assolutamente fuori discussione se si pensa che , oggigiorno, è possibile insultare tranquillamente qualsiasi valore etico, morale o religioso; in nome della libertà d'espressione si tollerano vignette blasfeme contro l'Islam o film ingiuriosi della religione cattolica.
Mentre l'Occidente si è sentito in dovere di difendere i suoi laicissimi principi di libertà e tolleranza, democrazia e eguaglianza - gli 'immortali' principii dell'89 caposaldi della società totalitaria democratica moderna - anche utilizzando ironia blasfema contro i fedeli dell'Islam o quelli del Cristianesimo d'altra parte nessuno di questi intellettuali 'democratici' si prenderebbe mai l'onere nè avrebbe il coraggio di schierarsi a difesa di quelli storici revisionisti che hanno dimostrato l'impossibilità 'tecnica' nonchè l'assoluta incoerenza politica di quel preteso programma di 'sterminio' attuato contro gli ebrei in Europa dal Nazionalsocialismo.
Ed è , francamente, anche logico questo atteggiamento. E' Israele che detta le leggi nel cuore della società occidentale. E' l'Internazionale Ebraica che stabilisce chi deve e chi non deve frequentare i 'salotti buoni' della cultura sistemica , quali politici insediare alla guida dei partiti e delle istituzioni, quali economisti e imprenditori mettere alla presidenza delle organizzazioni finanziarie, commerciali e di lobby.
Israele e l'attenta vigilanza esercitata dalle comunità ebraiche in ogni Stato d'Europa non permetteranno mai che sia minimamente messo in dubbio il dogma olocaustico.
Ne va della stessa esistenza dell'emporio criminale sionista in Terrasanta - finanziariamente assistito dall'ingente apporto di dollari provenienti dalle comunità ebraiche degli Stati Uniti ma nato quasi esclusivamente grazie alla prassi di spoliazione parassitaria delle "riparazioni belliche" in marchi alle quali i diversi organismi sionisti internazionali obbligarono la Germania Federale fin dal 1946 - , nè va della stessa incondizionata aureola di martirio della quale si potranno continuare i kippizzati di ogni nazione e di ogni latitudine e - dulcis in fondo - ne va pure del business olocaustico che - Hooliwood docet - ha pur sempre da far fiorire una sua ingranatissima macchina.
Insomma sarebbero davvero tanti i motivi per i quali a nessuno verrebbe in mente di dichiarare che l'Olocausto è , nè più nè meno, una cazzata interplanetaria , una menzogna colossale, la più grande fandonia inventata nel XX° secolo che fa il palo - ...'forse'... - con la serie di balle raccontateci dai media sistemici per 'descriverci' l'"attacco terroristico" dell'11 settembre 2001 .... e c'é ancora chi 'crede' alla favola di bin Laden e Al Qaeda... vabbè ...contenti voi.
Il mito dell'Olocausto per essere più espliciti viene riconosciuto come moderno dogma da una società priva di alcun valore proprio perchè questo è quanto impone la Sinagoga Mondialista agli stolti 'goyim' , ai "gentili" (non ebrei) 'giudaizzanti' , rincoglioniti da sessant'anni di propaganda quotidiana - costante, martellante e francamente urtante - che passa dalle scuole elementari e arriva fino alle università.
A nessuno importa se storici autorevoli - i cosiddetti 'revisionisti' dispregiativamente etichettati dal Sistema con l'epiteto di 'negazionisti' - hanno subito processi sommari, sono stati incarcerati (David Irving a Vienna recentemente è stato condannato a tre anni e mezzo di galera), costretti a pagare cifre esorbitanti e danni alle comunità ebraiche (ricordiamo il processo-farsa contro Ernst Zundel svoltosi a varie riprese nella seconda metà degli anni ottanta), colpiti e quasi ridotti in fin di vita (il professor Faurisson venne massacrato da una sedicente organizzazione di "figli della memoria"... ovvero la faccia 'feroce' - semmai ne esistesse una 'buona' - delle milizie betarine , gli squadristi sionisti francesi, i mazzieri della sinagoga) o costretti all'esilio per poter dimostrare la fondatezza delle proprie tesi (è il caso dello storico svizzero Graff autorevolmente invitato a tenere un ciclo di conferenze sulla fandonia olocaustica nella Repubblica Islamica dell'Iran ma condannato nella sua democratica terra natia).
Che dire ancora sull'Olocausto? Noi diciamo - parafrasando uno scritto di qualche anno or sono del Grande Guascone di Popoli , Maurizio Lattanzio - che se domani il principale quotidiano italiano e insieme i principali telegiornali del grande schermo riportassero a caratteri cubitali in prima pagina o come prima notizia tv che "L'OLOCAUSTO EBRAICO E' UNA CAZZATA INTERPLANETARIA" ciò non susciterebbe alcuna reazione 'conforme' nelle masse cerebrolese dell'Occidente giudaico-mondialiste del 'resto' 'inermi' anche dinanzi alla truffa partitico-istituzionale del "Grande Magna magna" denominata Tangentopoli.
Dunque non è 'rilevante' smontare la leggenda dell'Olocausto - che fuori dal perimetro sistemico occidentale viene considerata per ciò che realmente è cioè una cazzata interplanetaria - nè ci interessano troppo neanche le dichiarazioni autorevoli del presidente iraniano Mahmood Ahmadinejad che in merito è stato anche troppo chiaro....
Noi affermiamo che l'Olocausto è una cazzata interplanetaria funzionale agli interessi della Sinagoga Mondialista.
Affermiamo altresì l'anti-giudaismo militante che deve individuare nella questione ebraica - e in tutte le sue implicazioni (storiche, politiche, religiose, economiche, sociali ecc. ecc.) il principale tema di dibattito della Politica Mondiale.
Il giornalista inglese Wickham Stead scriveva oltre un secolo or sono: "Non esiste politico, economista, scrittore o giornalista che possa dirsi tale se non affronterà la questione ebraica".
E sono stati gli stessi organi di stampa del Giudaismo internazionale a ribadire che "la questione ebraica non lascerà in pace i popoli e i governi del pianeta"....
Olocaustiche rivendicazioni a 'parte' il mondo si divide sempre in due categorie: chi ha un progetto politico rivoluzionario e chi 'sogna' il Governo Mondiale.
www.dhb.altervista.org
di Dagoberto Husayn Bellucci - dir. resp. agenzia di stampa "Islam Italia"
Mentre assistiamo ad una omologazione sempre più massificante di mode e costumi , idee , opinioni e sistemi di vita, sembra resistere nell'Occidente giudaizzato da sessant'anni di diktat sinagogici il mito del cosiddetto "sterminio" di sei milioni di ebrei durante l'ultimo conflitto mondiale.
Insomma la leggenda dell'Olocausto, la shoa secondo l'idioma ebraico 'corrente' , al di là delle convenzioni resta uno dei capitoli indiscutibili della storia contemporanea sul quale non sono ammesse ricerche nè analisi fuori dal coro di quella verità 'ufficiale' assunta come moderno dogma dall'intero sistema occidentale.
Crollate le ideologie, morti e sepolti i miti politici che hanno caratterizzato l'intero XX° secolo resiste dunque solo ed esclusivamente il dogma dell'Olocausto.
E che di dogma si tratta per gli occidentali crediamo che sia assolutamente fuori discussione se si pensa che , oggigiorno, è possibile insultare tranquillamente qualsiasi valore etico, morale o religioso; in nome della libertà d'espressione si tollerano vignette blasfeme contro l'Islam o film ingiuriosi della religione cattolica.
Mentre l'Occidente si è sentito in dovere di difendere i suoi laicissimi principi di libertà e tolleranza, democrazia e eguaglianza - gli 'immortali' principii dell'89 caposaldi della società totalitaria democratica moderna - anche utilizzando ironia blasfema contro i fedeli dell'Islam o quelli del Cristianesimo d'altra parte nessuno di questi intellettuali 'democratici' si prenderebbe mai l'onere nè avrebbe il coraggio di schierarsi a difesa di quelli storici revisionisti che hanno dimostrato l'impossibilità 'tecnica' nonchè l'assoluta incoerenza politica di quel preteso programma di 'sterminio' attuato contro gli ebrei in Europa dal Nazionalsocialismo.
Ed è , francamente, anche logico questo atteggiamento. E' Israele che detta le leggi nel cuore della società occidentale. E' l'Internazionale Ebraica che stabilisce chi deve e chi non deve frequentare i 'salotti buoni' della cultura sistemica , quali politici insediare alla guida dei partiti e delle istituzioni, quali economisti e imprenditori mettere alla presidenza delle organizzazioni finanziarie, commerciali e di lobby.
Israele e l'attenta vigilanza esercitata dalle comunità ebraiche in ogni Stato d'Europa non permetteranno mai che sia minimamente messo in dubbio il dogma olocaustico.
Ne va della stessa esistenza dell'emporio criminale sionista in Terrasanta - finanziariamente assistito dall'ingente apporto di dollari provenienti dalle comunità ebraiche degli Stati Uniti ma nato quasi esclusivamente grazie alla prassi di spoliazione parassitaria delle "riparazioni belliche" in marchi alle quali i diversi organismi sionisti internazionali obbligarono la Germania Federale fin dal 1946 - , nè va della stessa incondizionata aureola di martirio della quale si potranno continuare i kippizzati di ogni nazione e di ogni latitudine e - dulcis in fondo - ne va pure del business olocaustico che - Hooliwood docet - ha pur sempre da far fiorire una sua ingranatissima macchina.
Insomma sarebbero davvero tanti i motivi per i quali a nessuno verrebbe in mente di dichiarare che l'Olocausto è , nè più nè meno, una cazzata interplanetaria , una menzogna colossale, la più grande fandonia inventata nel XX° secolo che fa il palo - ...'forse'... - con la serie di balle raccontateci dai media sistemici per 'descriverci' l'"attacco terroristico" dell'11 settembre 2001 .... e c'é ancora chi 'crede' alla favola di bin Laden e Al Qaeda... vabbè ...contenti voi.
Il mito dell'Olocausto per essere più espliciti viene riconosciuto come moderno dogma da una società priva di alcun valore proprio perchè questo è quanto impone la Sinagoga Mondialista agli stolti 'goyim' , ai "gentili" (non ebrei) 'giudaizzanti' , rincoglioniti da sessant'anni di propaganda quotidiana - costante, martellante e francamente urtante - che passa dalle scuole elementari e arriva fino alle università.
A nessuno importa se storici autorevoli - i cosiddetti 'revisionisti' dispregiativamente etichettati dal Sistema con l'epiteto di 'negazionisti' - hanno subito processi sommari, sono stati incarcerati (David Irving a Vienna recentemente è stato condannato a tre anni e mezzo di galera), costretti a pagare cifre esorbitanti e danni alle comunità ebraiche (ricordiamo il processo-farsa contro Ernst Zundel svoltosi a varie riprese nella seconda metà degli anni ottanta), colpiti e quasi ridotti in fin di vita (il professor Faurisson venne massacrato da una sedicente organizzazione di "figli della memoria"... ovvero la faccia 'feroce' - semmai ne esistesse una 'buona' - delle milizie betarine , gli squadristi sionisti francesi, i mazzieri della sinagoga) o costretti all'esilio per poter dimostrare la fondatezza delle proprie tesi (è il caso dello storico svizzero Graff autorevolmente invitato a tenere un ciclo di conferenze sulla fandonia olocaustica nella Repubblica Islamica dell'Iran ma condannato nella sua democratica terra natia).
Che dire ancora sull'Olocausto? Noi diciamo - parafrasando uno scritto di qualche anno or sono del Grande Guascone di Popoli , Maurizio Lattanzio - che se domani il principale quotidiano italiano e insieme i principali telegiornali del grande schermo riportassero a caratteri cubitali in prima pagina o come prima notizia tv che "L'OLOCAUSTO EBRAICO E' UNA CAZZATA INTERPLANETARIA" ciò non susciterebbe alcuna reazione 'conforme' nelle masse cerebrolese dell'Occidente giudaico-mondialiste del 'resto' 'inermi' anche dinanzi alla truffa partitico-istituzionale del "Grande Magna magna" denominata Tangentopoli.
Dunque non è 'rilevante' smontare la leggenda dell'Olocausto - che fuori dal perimetro sistemico occidentale viene considerata per ciò che realmente è cioè una cazzata interplanetaria - nè ci interessano troppo neanche le dichiarazioni autorevoli del presidente iraniano Mahmood Ahmadinejad che in merito è stato anche troppo chiaro....
Noi affermiamo che l'Olocausto è una cazzata interplanetaria funzionale agli interessi della Sinagoga Mondialista.
Affermiamo altresì l'anti-giudaismo militante che deve individuare nella questione ebraica - e in tutte le sue implicazioni (storiche, politiche, religiose, economiche, sociali ecc. ecc.) il principale tema di dibattito della Politica Mondiale.
Il giornalista inglese Wickham Stead scriveva oltre un secolo or sono: "Non esiste politico, economista, scrittore o giornalista che possa dirsi tale se non affronterà la questione ebraica".
E sono stati gli stessi organi di stampa del Giudaismo internazionale a ribadire che "la questione ebraica non lascerà in pace i popoli e i governi del pianeta"....
Olocaustiche rivendicazioni a 'parte' il mondo si divide sempre in due categorie: chi ha un progetto politico rivoluzionario e chi 'sogna' il Governo Mondiale.
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13:03 Scritto da: metropolista in Revisionismo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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Introduzione al Revisionismo Olocaustico (...in attesa di un 'film'...)
INTRODUZIONE AL REVISIONISMO OLOCAUSTICO
(....IN ATTESA DI UN 'FILM'...)
di Dagoberto Husayn Bellucci
documento in PDF 115 KB
"Lasciate dire; lasciatevi biasimare, condannare, imprigionare; lasciatevi perdere, ma pubblicate il vostro pensiero. Non è un diritto, è un dovere. La verità è tutto per tutti. Parlare è bene, scrivere è meglio; stampare è cosa eccellente...Il vostro pensiero se buono è utile, se cattivo può essere corretto e reso profittevole. Ma l'abuso?
Parola stolta; sono coloro che l'hanno inventata che abusano della stampa pubblicando ciò che vogliono, ingannando, calunniando, e negando la risposta."
(Paul Louis Curier)
Gli studi revisionisti sul presunto/preteso "olocausto ebraico" da anni rappresentano un importante fronte di indagine conoscitiva e di analisi storiografica mirante lo smascheramento della pluridecennale prassi di 'inondazione menzognera' operata scientificamente a cominciare dall'immediato secondo dopoguerra mondiale dalle centrali di disinformazione sioniste internazionali.
L'efficacia della ricerca revisionista, volta non tanto a "negare" (come spregiativamente gli storici "ufficiali" e sistemici sono usi a definire chiunque si 'avventuri' con spirito di giustizia e di verità e in modo disinteressato e sereno alle tesi revisioniste) l'esistenza storica della persecuzione ebraica attuata legittimamente, 'giudiziosamente' e radicalmente dal Governo nazionalsocialista della Germania del Terzo Reich, risulta conforme ad una riflessione che sia onnicomprensiva della "questione maledetta" considerando l'asfittica presenza di soggetti giudei e giudaizzanti nelle principali redazioni di quotidiani, riviste e giornali a larga diffusione, nei telegiornali nazionali e spesso in quelli locali e infine sulla rete web ovvero all'interno del mondo virtuale dei cerebrolesi 'pippeggianti' sui tasti computatorio-informatici che sono abituati da anni a procedere alla schedatura "on-line" dei cosiddetti "antisemiti" stilando liste di proscrizione volte a defenestrare dal "consorzio civile" i presunti autori di scritti o le case editrici , i direttori di riviste e quotidiani che hanno loro concesso spazi di verità.
Verità si badi bene intesa nel più alto senso del termine. E' questione di verità storica quella che si va contrapponendo tra gli studiosi del revisionismo e i loro - tanti , 'troppi' ...mai troppi a dire il vero - denigratori asserviti ai diktat sinagogici e compiacenti alla Lobby. Perchè è evidente, lapalissiano, che esista una Lobby ebraica nel nostro paese e che eserciti la propria influenza con una 'marcatura a uomo' degna del miglior terzino di tutti i tempi ( ...il pensiero 'corre' indietro con la memoria ad un 'certo' Claudio Gentile ed a due memorabili partite disputate contro Argentina e Brasile durante l'edizione della Coppa del Mondo 1982...quella 'spagnola'...Maradona e Zico letteralmente 'annullati' dalla rabbia, determinazione e sudore del 'mastino' juventino..autentico segugio...).
La Lobby ebraica esiste ed è straordinariamente forte: determinata a condizionare la vita culturale e più o meno indirettamente quella politica dell'italiche genti , da anni questa consorteria di antichi usurai e straccivendoli ha irretito, contaminato ed infine operato un vero e proprio controllo capillare sulle politiche di esecutivi, istituzioni, organismi statali, partiti politici, organizzazioni sindacali e industriali, sfere vaticane e gerarchie ecclesiastiche.
Nessuno sfugge dal controlo sinagogico nell'italietta post-ideologica del gossippismo e delle sbracate di una classe dirigente decadente, squallida, irrilevante ed essenzialmente intercambiabile in qualunque momento: centro-destra o centro-sinistra, Berlusconi e Prodi (o D'Alema, Veltroni, Franceschini o chicchessia ulivico-diessin-sinistrato), post-fascisti e post-comunisti, 'nere' o 'rosse' che siano le 'carte' il 'mazzo' viene sempre 'deciso' e 'mischiato' dalla kehillah capitolina... Il Portico d'Ottavia quale 'Grande Fratello' orwelliano della vita culturale e dell'opinionismo sistemico nazionale...
La questione relativa alla storiografia revisionista risulta quindi oggettivamente essenziale per spazzare via ogni possibile equivoco: da un lato i giudei ed i giudaizzanti di ogni risma e latitudine, di qualsiavoglia colore politico e di qualunque 'razza' ; dall'altro lato chi, coerentemente, ritiene insopprimibile una battaglia di verità che intenda fuoriuscire dagli schemi del 'politically correct' che in I'tal'yà , similmente a quanto avviene nel resto dell'Europa kippizzata a dovere e dell'Occidente 'under controll' , consiste esclusivamente in una serie di esercizi più o meno quotidiani di inarrivabile 'stile' "ginnico-atletistico" da record olimpici...genuflessioni continue...
"Ciò che colpisce nello studio della vastissima letteratura consacrata allo "sterminio" degli ebrei - scriveva venticinque anni fa Carlo Mattogno (1) - , è l'enorme sproporzione che esiste tra un'accusa così grave e la fragilità delle prove addotte a sostegno di essa. In effetti l'elaborazione e la realizzazione di un "piano di sterminio" così gigantesco avrebbe richiesto una organizzazione tecnica, economica e amministrativa assai complessa, come rileva Enzo Collotti: "Ma è facile comprendere che una così imane tragedia non poteva essere materialmente opera soltanto di poche centinaia o anche di poche migliaia di uomini, non poteva realizzarsi senza un'organizzazione capillare che attingesse aiuti e collaborazione nei settori più disparati della vita nazionale, praticamente in tutti i rami dell'amministrazione, senza cioè la connivenza di milioni di persone, che sapevano, che vedevano, che acconsentivano o che comunque, anche se non erano d'accordo, tacevano e il più delle volte lavoravano senza reagire a dare il loro contributo all'ingranaggio della persecuzione e dello sterminio.".
Premesso la notoria prassi ebraica di sovvertimento delle società "goiym=gentili=non ebraiche" , l'odio atavico riversato dagli ambienti ebraici e sionistici contro il movimento hitleriano fin dai primi anni Venti risulta conforme a verità storica il dato fattuale che indica nell'Internazionale Ebraica il principale vettore disgregativo e degenerativo della vita sociale, politica, economica della sedicente "repubblica di Weimar" nel periodo compreso tra la fine della prima guerra mondiale e l'avvento del Terzo Reich. Le principali organizzazioni ebraiche in Germania come nel resto d'Europa e negli Stati Uniti d'America indicheranno nella Germania nazionalsocialista un nemico da abbattere con ogni mezzo incitando alla 'canea' massmediatica quotidiani e organi di stampa asserviti alle volontà della Lobby.
"Il preteso "piano di sterminio ebraico, oltre a non essere corroborato da alcun documento è decisamente smentito dalla politica nazionalsocialista di emigrazione ebraica , che in questa sede possiamo delineare nelle sue linee essenziali. Nella lettera all'amico Gemlich del 16 settembre 1919 considerata "il primo documento scritto della carriera politica di Hitler", egli riguardo alla questione ebraica dichiara: "L'antisemitismo della ragione però deve condurre alla lotta e all'eliminazione legale dei privilegi dell'ebreo, che egli solo possiede a differenza degli altri stranieri che vivono tra di noi (legislazione relativa agli stranieri). Ma il suo scopo finale (letztes Ziel) dev'essere irremovibilmente soprattutto l'allontanamento degli ebrei (die Entfernung der Juden).". Il 13 agosto 1920 Hitler pronunciò a Monaco il discorso "Perchè siamo antisemiti?" ( Warum sind wir Anti-semiten?) in cui ribadì che la conoscenza scientifica dell'antisemitismo doveva tradursi in azione per condurre all'"allontanamento degli ebrei dal nostro popolo" (Entfernung der Juden aus unserem Volke). Tale soluzione della questione ebraica divenne il principio ispiratore del programma politico nazionalsocialista e della sua dottrina razziale. Infatti, come rileva Poliakov, "nè dai dogmi dei nazionalsocialisti nè dai loro testi principali, conseguiva direttamente che vi dovesse essere una strage. 'Mein Kampf' , che quasi a ogni pagina reca la parola "Ebrei" , tace sulla sorte loro riservata nello Stato nazionalsocialista". Il programma ufficiale del Partito dichiarava che "un Ebreo non può essere compatriota", nè, conseguentemente , cittadino, mentre i commenti al programma esigevano più esplicitamente "l'espulsione degli Ebrei e degli stranieri indesiderabili". L'allontanamento degli ebrei dal Reich fu il cardine della politica ebraica di Hitler fin dalla sua ascesa al potere. Il 28 agosto 1933 il Ministero dell'Economia del Reich stipulò coll'Agenzia Ebraica per la Palestina il cosiddetto Haavara-Abkommen , un accordo (Abkommen) economico per favorire il trasferimento (Haavara) degli ebrei tedeschi in Palestina. Una nota del Ministero degli Esteri del 19 marzo 1938 auspicava la liquidazione dell'accordo perchè , come si legge al punto 3, la Germania non era più interessata a promuovere l'emigrazione degli ebrei ricchi coi loro capitali , ma esisteva piuttosto un interesse tedesco "ad una emigrazione di massa degli ebrei" (an einer jùdischen Massenauswanderung). Le leggi di Norimberga del 15 settembre 1935 riaffermarono dal punto di vista legislativo gli articoli 4 e 5 del programma del Partito elaborato a Monaco il 24 febbraio 1920. Lo scopo della legge sulla cittadinanza del Reich e di quella per la difesa del sangue e dell'onore germanico era di separare ed isolare dall'organismo tedesco il corpo estraneo ebraico in vista della sua prossima espulsione..." (2)
Storicamente indimostrabile, fattualmente impossibile, ideologicamente inconcepibile il presunto 'olocausto' di sei milioni di soggetti di razza o religione giudaica non aveva alcun senso dal punto di vista della Germani nazionalsocialista e da quello del suo Fuhrer considerando che i tedeschi miravano essenzialmente all'espulsione dell'elemento ebraico dal tessuto economico e dalla vita sociale del paese mediante l'emigrazione che venne favorita in ogni modo anche durante i primi anni del conflitto quando non mancheranno nuovi contatti con ambienti radicali del sionismo (fra questi la Banda Stern).
I nazionalsocialisti ed i sionisti avevano, per evidenti diversissimi motivi, identici obiettivi: alla Germania interessava l'espulsione degli ebrei dal proprio territorio nazionale , obiettivo che coincideva con le speranze sioniste di creare la loro 'homeland' ebraica in Terra Santa.
L'azione 'sinergica' nazionalsocialista-sionista ed i successivi accordi ricercati da ambodue le parti rientravano in un rapporto di forza che vedeva Hitler ed i vertici tedeschi in posizione determinante qualsivoglia compromesso. Chiunque affermi il contrario, arrivando perfino a ricorrere ad un'immagine demenziale che vuole un "Hitler sionista", è un falsificatore ed un mestatore della storia. La Germania mirava a costruire un suo Reich svuotandolo dagli elementi nocivi, alieni e nemici: per primi gli ebrei.
"Nell'aprile 1938 fu istituita a Vienna la "Zentralstelle fùr jùdische Auswanderung" (Ufficio centrale per l'emigrazione ebraica) la cui direzione fu affidata da Heydrich ad Adolf Eichmann. Qualche giorno dopo la cosiddetta "notte dei cristalli" il 12 novembre 1938 , Gòrind riunì il Consiglio dei ministri per far fronte alla difficile situazione che si era creata. (...) Per superare le difficoltà economiche che comportava l'emigrazione ebraica, nel dicembre 1938 Hitler approvò il piano Schacht: "La proposta discussa da Schacht a Londra nel mese di dicembre con Lord Bearsted, Lord Winterton e il signor Rublee fu, grosso modo, la seguente: il Governo tedesco avrebbe congelato i beni degli ebrei , facendo di essi il fondo di garanzi per un prestito internazionale , redimissibile in 20-25 anni. Supponendo che i beni degli ebrei valessero un miliardo e mezzo di marchi, vi sarebbe stato un quantitativo di valuta estera sufficiente per finanziare l'ordinata emigrazione degli ebrei del Grande Reich nel corso di 3-5 anni." (....) La politica nazionalsocialista di emigrazione ebraica procedeva però alacremente. Il 24 gennaio 1939 Gòring promulgò un decreto che sanciva l'istituzione di una "Reichszentrale fùr jùdische Auswanderung" (Centrale per il Reich per l'emigrazione ebraica). Gòring riassumeva anzitutto lapidariamente il principio ispiratore della politica nazionalsocialista: "L'emigrazione degli ebrei dalla Germania deve essere promossa con ogni mezzo" (Die auswanderung der Juden aus Deutschland ist mit allen Mitteln zu fòrdern)." (3)
Come si evince dalle iniziative promosse dai vertici nazionalsocialisti - che proseguirono ripetiamo anche durante la seconda guerra mondiale , voluta, preparata e scatenata dall'Internazionale Ebraica attraverso il sostegno alle potenze demoplutocratiche dell'Occidente ed il ruolo determinante dell'elemento ebraico ai vertici dell'Unione Sovietica - qualsiasi soluzione "genocida" risultava inconcepibile anche , e non soltanto, per il dispendio di energie, mezzi tecnici, finanziari e di qualsivoglia altro genere che questa comportava.
Il problema che si pone quando si parla della verità storica, negata dagli ambienti ebraici che hanno creato il 'mito' dell'olocausto dando un senso di 'sacralità' ad un evento che , per dimensioni e rilievo storico , se comparato con altri massacri commessi durante il secondo conflitto mondiale risulterà insignificante. Il presunto "olocausto" (perchè non chiamarlo con il suo vero nome? perchè non definirlo semplicemente come 'strage' di qualche decina di migliaia di soggetti di razza ebraica? perchè il ricorso ad una terminologia 'religiosa' se non solo ed esclusivamente per incidere sulle coscienze dei tedeschi e dei popoli europei per i decenni a venire attraverso l'inoculazione di un senso di colpa collettivo , morale, civile e di qualsivoglia altro genere inteso a spezzarne definitivamente ogni resistenza?) è una leggenda.
Una leggenda utilissima alla fine della seconda guerra mondiale (autentica Guerra d'aggressione giudaica contro l'Europa dell'Ordine Nuovo) per tutti: utile alle due superpotenze uscite vittoriose da quell'immane tragedia, utile ai sionisti per accelerare 'terroristicamente' i tempi dell'instaurazione, fondazione e costituzione del loro "stato ebraico" in Palestina, utile per la storiografia dei vincitori per occultare i loro tanti ignobili crimini, utile infine per le anime belle del pacifismo internazionalista , i pacifi(n)ti di tutti i colori possibili e immaginabili , 'arcobalenati' di ogni risma per elevare a potenza la demonizzazione dell'esperienza politica, storica, ideologica e militare del Terzo Reich Nazionalsocialista.
Ha scritto Paul Rassinier: "Nel 1950 scrivendo "La menzogna di Ulisse" , avevo classificato in tre categorie i testimoni (sic!) del fenomeno "concentrazionario" che ivi studiavo: - coloro che nulla destinava ad essere dei testimoni fedeli e che, senza alcuna intenzione peggiorativa, io definivo: testimoni minori; - gli psicologi vittime di una tendenza , a mio avviso , un poco troppo pronunciata per l'argomento soggettivo; - i sociologi, o reputati tali. Non avev trovato storici, o qualcuno che, per lo meno, fosse degno di questo nome. In guardia persino contro me stesso, per non essere accusato di parlare di cose forse troppo lontane dalla mia esperienza personale, o nel timore di cadere a mia volta nel difetto che rimproveravo agli altri, vale a dire di rischiare qualche offesa alle regole della probità intellettuale, avevo deliberatamente rinunciato a presentare un quadro completo della letteratura "concentrazionaria" dell'epoca. (...) Più tardi , sostenuta e incoraggiata dalla politica che ispirava i rapporti americano-russi, la letteratura "concentrazionaria" , che a sua volta appoggia questa politica, non ha fatto che cresceree perfezionarsi. Non è un segreto per nessuno che nella politica degli Stati Uniti un certo numero di argomenti è unicamente destinato a non tagliare radicalmente i ponti con la Russia: tra gli altri v'è il mito del pericolo di una rinascita del nazismo e del fascismo in Europa. Stalin e Truman (degno erede di Roosevelt) , di comune accordo hanno sfruttato a fondo questo mito; il primo per impedire all'Europa di prendere coscienza di se stessa e integrarsi alla Germania, il secondo per deficienza mentale. E Kruscev continuò a giocare con Kennedy il gioco di Stalin con Truman...(...) Comunque, circa verso il 1950 , rinacque e prese corpo nella mente di molti, l'idea che l'Europa esisteva. Questa episodica presa di coscienza, già provocata un tempo dall'ossessione delle guerre franco-tedesche, lo era, questa volta da un'altra , a due facce complementari: da una parte la quasi certezza che divisa in se stessa l'Europa era facile preda del bolscevismo, dall'altra che non vi era Europa possibile senza l'integrazione della Germania. A Mosca come a Tel Aviv si era sentito, già al suo primo soffio che questo vento veniva da lontano: se si fosse scatenato in tempesta non avrebbe mancato di provocare l'unione dell'Europa, il che per la Russia avrebbe significato l'isolamento, per Israele la fine di quelle sovvenzioni di vitale importanza che le vengono versate a titolo di riparazioni dalla Germania (Ben Gurion , ricevendo Gerstenmayer , Presidente del Bundestag, ha dichiarato , il 30 novembre 1962, che il loro importo ammontava a 850 milioni di dollari all'1 aprile 1962: una bazzecola!).". (4)
Basta o dobbiamo andare avanti per cercare ulteriori 'prove' che dimostrino l'interessamento 'monetaristico' e politico di quanti si dimostravano più che 'attenti' controlori della necessità di soffiare il fuoco sotto i carboni ardenti ed alimentare ad arte la vulgata sterminazionista? Una 'vulgata' fatta diventare rapidamente verità storica, trasformatasi nel tempo in insindacabile realtà ed infine - con 'avallo' vaticano - eretta a dogma infallibile e indimostrabile ma come tale soprattutto indiscutibile della società contemporanea , rovesciata e contorta di massa.
Aggiungere 'altro' crediamo sia oltremodo inutile anche in considerazione dei lavori, tecnicamente più specialistici e storicamente più rilevanti, finora prodotti dai vari Mattogno, Faurisson, Irving e da altre decine di coraggiosi storici che hanno cercato di far cadere il velo dell'omertà sistemica su questa leggenda , su un mito inarrivabile, che da oltre sessant'anni sta imprigionando l'Europa, soffocandone le aspirazioni dei popoli e delle nazioni che di questo vecchio e glorioso continente fanno parte a riprendersi la propria sovranità nazionale, politica ed economica, ed uscire dal soffocante ed irritante ricatto usurocratico della Lobby e dal controllo politico-militare della superpotenza a stelle e strisce che continua a percepirci tutti come 'coloni' ...Sion userebbe invece la dizione 'bestie da soma'.
Tant'è....noi aspettiamo volentieri il film 'olocaustico' preannunciato dalla "reginetta del pop" Britney Spears che tanto tanto clamore e indignazione ha provocato tra le comunità giudaiche di mezzo mondo.... Una volta 'tanto' saremo 'lieti' di vederne uno di questi 'capolavori' sterminazionisti.... Britney Uber Alles!
DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI
DIRETTORE RESPONSABILE AGENZIA DI STAMPA "ISLAM ITALIA"
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/DHB...olocaustico.htm
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Note -
1 - Carlo Mattogno - "Il mito dello sterminio ebraico" - ediz. "Sentinella d'Italia" - Monfalcone 1985;
2 - Carlo Mattogno - op. cit. ;
3 - Carlo Mattogno - op. cit. ;
4 - Paul Rassinier - "Il dramma degli ebrei" - edizioni "Europa" - Roma s.d.;
(....IN ATTESA DI UN 'FILM'...)
di Dagoberto Husayn Bellucci
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"Lasciate dire; lasciatevi biasimare, condannare, imprigionare; lasciatevi perdere, ma pubblicate il vostro pensiero. Non è un diritto, è un dovere. La verità è tutto per tutti. Parlare è bene, scrivere è meglio; stampare è cosa eccellente...Il vostro pensiero se buono è utile, se cattivo può essere corretto e reso profittevole. Ma l'abuso?
Parola stolta; sono coloro che l'hanno inventata che abusano della stampa pubblicando ciò che vogliono, ingannando, calunniando, e negando la risposta."
(Paul Louis Curier)
Gli studi revisionisti sul presunto/preteso "olocausto ebraico" da anni rappresentano un importante fronte di indagine conoscitiva e di analisi storiografica mirante lo smascheramento della pluridecennale prassi di 'inondazione menzognera' operata scientificamente a cominciare dall'immediato secondo dopoguerra mondiale dalle centrali di disinformazione sioniste internazionali.
L'efficacia della ricerca revisionista, volta non tanto a "negare" (come spregiativamente gli storici "ufficiali" e sistemici sono usi a definire chiunque si 'avventuri' con spirito di giustizia e di verità e in modo disinteressato e sereno alle tesi revisioniste) l'esistenza storica della persecuzione ebraica attuata legittimamente, 'giudiziosamente' e radicalmente dal Governo nazionalsocialista della Germania del Terzo Reich, risulta conforme ad una riflessione che sia onnicomprensiva della "questione maledetta" considerando l'asfittica presenza di soggetti giudei e giudaizzanti nelle principali redazioni di quotidiani, riviste e giornali a larga diffusione, nei telegiornali nazionali e spesso in quelli locali e infine sulla rete web ovvero all'interno del mondo virtuale dei cerebrolesi 'pippeggianti' sui tasti computatorio-informatici che sono abituati da anni a procedere alla schedatura "on-line" dei cosiddetti "antisemiti" stilando liste di proscrizione volte a defenestrare dal "consorzio civile" i presunti autori di scritti o le case editrici , i direttori di riviste e quotidiani che hanno loro concesso spazi di verità.
Verità si badi bene intesa nel più alto senso del termine. E' questione di verità storica quella che si va contrapponendo tra gli studiosi del revisionismo e i loro - tanti , 'troppi' ...mai troppi a dire il vero - denigratori asserviti ai diktat sinagogici e compiacenti alla Lobby. Perchè è evidente, lapalissiano, che esista una Lobby ebraica nel nostro paese e che eserciti la propria influenza con una 'marcatura a uomo' degna del miglior terzino di tutti i tempi ( ...il pensiero 'corre' indietro con la memoria ad un 'certo' Claudio Gentile ed a due memorabili partite disputate contro Argentina e Brasile durante l'edizione della Coppa del Mondo 1982...quella 'spagnola'...Maradona e Zico letteralmente 'annullati' dalla rabbia, determinazione e sudore del 'mastino' juventino..autentico segugio...).
La Lobby ebraica esiste ed è straordinariamente forte: determinata a condizionare la vita culturale e più o meno indirettamente quella politica dell'italiche genti , da anni questa consorteria di antichi usurai e straccivendoli ha irretito, contaminato ed infine operato un vero e proprio controllo capillare sulle politiche di esecutivi, istituzioni, organismi statali, partiti politici, organizzazioni sindacali e industriali, sfere vaticane e gerarchie ecclesiastiche.
Nessuno sfugge dal controlo sinagogico nell'italietta post-ideologica del gossippismo e delle sbracate di una classe dirigente decadente, squallida, irrilevante ed essenzialmente intercambiabile in qualunque momento: centro-destra o centro-sinistra, Berlusconi e Prodi (o D'Alema, Veltroni, Franceschini o chicchessia ulivico-diessin-sinistrato), post-fascisti e post-comunisti, 'nere' o 'rosse' che siano le 'carte' il 'mazzo' viene sempre 'deciso' e 'mischiato' dalla kehillah capitolina... Il Portico d'Ottavia quale 'Grande Fratello' orwelliano della vita culturale e dell'opinionismo sistemico nazionale...
La questione relativa alla storiografia revisionista risulta quindi oggettivamente essenziale per spazzare via ogni possibile equivoco: da un lato i giudei ed i giudaizzanti di ogni risma e latitudine, di qualsiavoglia colore politico e di qualunque 'razza' ; dall'altro lato chi, coerentemente, ritiene insopprimibile una battaglia di verità che intenda fuoriuscire dagli schemi del 'politically correct' che in I'tal'yà , similmente a quanto avviene nel resto dell'Europa kippizzata a dovere e dell'Occidente 'under controll' , consiste esclusivamente in una serie di esercizi più o meno quotidiani di inarrivabile 'stile' "ginnico-atletistico" da record olimpici...genuflessioni continue...
"Ciò che colpisce nello studio della vastissima letteratura consacrata allo "sterminio" degli ebrei - scriveva venticinque anni fa Carlo Mattogno (1) - , è l'enorme sproporzione che esiste tra un'accusa così grave e la fragilità delle prove addotte a sostegno di essa. In effetti l'elaborazione e la realizzazione di un "piano di sterminio" così gigantesco avrebbe richiesto una organizzazione tecnica, economica e amministrativa assai complessa, come rileva Enzo Collotti: "Ma è facile comprendere che una così imane tragedia non poteva essere materialmente opera soltanto di poche centinaia o anche di poche migliaia di uomini, non poteva realizzarsi senza un'organizzazione capillare che attingesse aiuti e collaborazione nei settori più disparati della vita nazionale, praticamente in tutti i rami dell'amministrazione, senza cioè la connivenza di milioni di persone, che sapevano, che vedevano, che acconsentivano o che comunque, anche se non erano d'accordo, tacevano e il più delle volte lavoravano senza reagire a dare il loro contributo all'ingranaggio della persecuzione e dello sterminio.".
Premesso la notoria prassi ebraica di sovvertimento delle società "goiym=gentili=non ebraiche" , l'odio atavico riversato dagli ambienti ebraici e sionistici contro il movimento hitleriano fin dai primi anni Venti risulta conforme a verità storica il dato fattuale che indica nell'Internazionale Ebraica il principale vettore disgregativo e degenerativo della vita sociale, politica, economica della sedicente "repubblica di Weimar" nel periodo compreso tra la fine della prima guerra mondiale e l'avvento del Terzo Reich. Le principali organizzazioni ebraiche in Germania come nel resto d'Europa e negli Stati Uniti d'America indicheranno nella Germania nazionalsocialista un nemico da abbattere con ogni mezzo incitando alla 'canea' massmediatica quotidiani e organi di stampa asserviti alle volontà della Lobby.
"Il preteso "piano di sterminio ebraico, oltre a non essere corroborato da alcun documento è decisamente smentito dalla politica nazionalsocialista di emigrazione ebraica , che in questa sede possiamo delineare nelle sue linee essenziali. Nella lettera all'amico Gemlich del 16 settembre 1919 considerata "il primo documento scritto della carriera politica di Hitler", egli riguardo alla questione ebraica dichiara: "L'antisemitismo della ragione però deve condurre alla lotta e all'eliminazione legale dei privilegi dell'ebreo, che egli solo possiede a differenza degli altri stranieri che vivono tra di noi (legislazione relativa agli stranieri). Ma il suo scopo finale (letztes Ziel) dev'essere irremovibilmente soprattutto l'allontanamento degli ebrei (die Entfernung der Juden).". Il 13 agosto 1920 Hitler pronunciò a Monaco il discorso "Perchè siamo antisemiti?" ( Warum sind wir Anti-semiten?) in cui ribadì che la conoscenza scientifica dell'antisemitismo doveva tradursi in azione per condurre all'"allontanamento degli ebrei dal nostro popolo" (Entfernung der Juden aus unserem Volke). Tale soluzione della questione ebraica divenne il principio ispiratore del programma politico nazionalsocialista e della sua dottrina razziale. Infatti, come rileva Poliakov, "nè dai dogmi dei nazionalsocialisti nè dai loro testi principali, conseguiva direttamente che vi dovesse essere una strage. 'Mein Kampf' , che quasi a ogni pagina reca la parola "Ebrei" , tace sulla sorte loro riservata nello Stato nazionalsocialista". Il programma ufficiale del Partito dichiarava che "un Ebreo non può essere compatriota", nè, conseguentemente , cittadino, mentre i commenti al programma esigevano più esplicitamente "l'espulsione degli Ebrei e degli stranieri indesiderabili". L'allontanamento degli ebrei dal Reich fu il cardine della politica ebraica di Hitler fin dalla sua ascesa al potere. Il 28 agosto 1933 il Ministero dell'Economia del Reich stipulò coll'Agenzia Ebraica per la Palestina il cosiddetto Haavara-Abkommen , un accordo (Abkommen) economico per favorire il trasferimento (Haavara) degli ebrei tedeschi in Palestina. Una nota del Ministero degli Esteri del 19 marzo 1938 auspicava la liquidazione dell'accordo perchè , come si legge al punto 3, la Germania non era più interessata a promuovere l'emigrazione degli ebrei ricchi coi loro capitali , ma esisteva piuttosto un interesse tedesco "ad una emigrazione di massa degli ebrei" (an einer jùdischen Massenauswanderung). Le leggi di Norimberga del 15 settembre 1935 riaffermarono dal punto di vista legislativo gli articoli 4 e 5 del programma del Partito elaborato a Monaco il 24 febbraio 1920. Lo scopo della legge sulla cittadinanza del Reich e di quella per la difesa del sangue e dell'onore germanico era di separare ed isolare dall'organismo tedesco il corpo estraneo ebraico in vista della sua prossima espulsione..." (2)
Storicamente indimostrabile, fattualmente impossibile, ideologicamente inconcepibile il presunto 'olocausto' di sei milioni di soggetti di razza o religione giudaica non aveva alcun senso dal punto di vista della Germani nazionalsocialista e da quello del suo Fuhrer considerando che i tedeschi miravano essenzialmente all'espulsione dell'elemento ebraico dal tessuto economico e dalla vita sociale del paese mediante l'emigrazione che venne favorita in ogni modo anche durante i primi anni del conflitto quando non mancheranno nuovi contatti con ambienti radicali del sionismo (fra questi la Banda Stern).
I nazionalsocialisti ed i sionisti avevano, per evidenti diversissimi motivi, identici obiettivi: alla Germania interessava l'espulsione degli ebrei dal proprio territorio nazionale , obiettivo che coincideva con le speranze sioniste di creare la loro 'homeland' ebraica in Terra Santa.
L'azione 'sinergica' nazionalsocialista-sionista ed i successivi accordi ricercati da ambodue le parti rientravano in un rapporto di forza che vedeva Hitler ed i vertici tedeschi in posizione determinante qualsivoglia compromesso. Chiunque affermi il contrario, arrivando perfino a ricorrere ad un'immagine demenziale che vuole un "Hitler sionista", è un falsificatore ed un mestatore della storia. La Germania mirava a costruire un suo Reich svuotandolo dagli elementi nocivi, alieni e nemici: per primi gli ebrei.
"Nell'aprile 1938 fu istituita a Vienna la "Zentralstelle fùr jùdische Auswanderung" (Ufficio centrale per l'emigrazione ebraica) la cui direzione fu affidata da Heydrich ad Adolf Eichmann. Qualche giorno dopo la cosiddetta "notte dei cristalli" il 12 novembre 1938 , Gòrind riunì il Consiglio dei ministri per far fronte alla difficile situazione che si era creata. (...) Per superare le difficoltà economiche che comportava l'emigrazione ebraica, nel dicembre 1938 Hitler approvò il piano Schacht: "La proposta discussa da Schacht a Londra nel mese di dicembre con Lord Bearsted, Lord Winterton e il signor Rublee fu, grosso modo, la seguente: il Governo tedesco avrebbe congelato i beni degli ebrei , facendo di essi il fondo di garanzi per un prestito internazionale , redimissibile in 20-25 anni. Supponendo che i beni degli ebrei valessero un miliardo e mezzo di marchi, vi sarebbe stato un quantitativo di valuta estera sufficiente per finanziare l'ordinata emigrazione degli ebrei del Grande Reich nel corso di 3-5 anni." (....) La politica nazionalsocialista di emigrazione ebraica procedeva però alacremente. Il 24 gennaio 1939 Gòring promulgò un decreto che sanciva l'istituzione di una "Reichszentrale fùr jùdische Auswanderung" (Centrale per il Reich per l'emigrazione ebraica). Gòring riassumeva anzitutto lapidariamente il principio ispiratore della politica nazionalsocialista: "L'emigrazione degli ebrei dalla Germania deve essere promossa con ogni mezzo" (Die auswanderung der Juden aus Deutschland ist mit allen Mitteln zu fòrdern)." (3)
Come si evince dalle iniziative promosse dai vertici nazionalsocialisti - che proseguirono ripetiamo anche durante la seconda guerra mondiale , voluta, preparata e scatenata dall'Internazionale Ebraica attraverso il sostegno alle potenze demoplutocratiche dell'Occidente ed il ruolo determinante dell'elemento ebraico ai vertici dell'Unione Sovietica - qualsiasi soluzione "genocida" risultava inconcepibile anche , e non soltanto, per il dispendio di energie, mezzi tecnici, finanziari e di qualsivoglia altro genere che questa comportava.
Il problema che si pone quando si parla della verità storica, negata dagli ambienti ebraici che hanno creato il 'mito' dell'olocausto dando un senso di 'sacralità' ad un evento che , per dimensioni e rilievo storico , se comparato con altri massacri commessi durante il secondo conflitto mondiale risulterà insignificante. Il presunto "olocausto" (perchè non chiamarlo con il suo vero nome? perchè non definirlo semplicemente come 'strage' di qualche decina di migliaia di soggetti di razza ebraica? perchè il ricorso ad una terminologia 'religiosa' se non solo ed esclusivamente per incidere sulle coscienze dei tedeschi e dei popoli europei per i decenni a venire attraverso l'inoculazione di un senso di colpa collettivo , morale, civile e di qualsivoglia altro genere inteso a spezzarne definitivamente ogni resistenza?) è una leggenda.
Una leggenda utilissima alla fine della seconda guerra mondiale (autentica Guerra d'aggressione giudaica contro l'Europa dell'Ordine Nuovo) per tutti: utile alle due superpotenze uscite vittoriose da quell'immane tragedia, utile ai sionisti per accelerare 'terroristicamente' i tempi dell'instaurazione, fondazione e costituzione del loro "stato ebraico" in Palestina, utile per la storiografia dei vincitori per occultare i loro tanti ignobili crimini, utile infine per le anime belle del pacifismo internazionalista , i pacifi(n)ti di tutti i colori possibili e immaginabili , 'arcobalenati' di ogni risma per elevare a potenza la demonizzazione dell'esperienza politica, storica, ideologica e militare del Terzo Reich Nazionalsocialista.
Ha scritto Paul Rassinier: "Nel 1950 scrivendo "La menzogna di Ulisse" , avevo classificato in tre categorie i testimoni (sic!) del fenomeno "concentrazionario" che ivi studiavo: - coloro che nulla destinava ad essere dei testimoni fedeli e che, senza alcuna intenzione peggiorativa, io definivo: testimoni minori; - gli psicologi vittime di una tendenza , a mio avviso , un poco troppo pronunciata per l'argomento soggettivo; - i sociologi, o reputati tali. Non avev trovato storici, o qualcuno che, per lo meno, fosse degno di questo nome. In guardia persino contro me stesso, per non essere accusato di parlare di cose forse troppo lontane dalla mia esperienza personale, o nel timore di cadere a mia volta nel difetto che rimproveravo agli altri, vale a dire di rischiare qualche offesa alle regole della probità intellettuale, avevo deliberatamente rinunciato a presentare un quadro completo della letteratura "concentrazionaria" dell'epoca. (...) Più tardi , sostenuta e incoraggiata dalla politica che ispirava i rapporti americano-russi, la letteratura "concentrazionaria" , che a sua volta appoggia questa politica, non ha fatto che cresceree perfezionarsi. Non è un segreto per nessuno che nella politica degli Stati Uniti un certo numero di argomenti è unicamente destinato a non tagliare radicalmente i ponti con la Russia: tra gli altri v'è il mito del pericolo di una rinascita del nazismo e del fascismo in Europa. Stalin e Truman (degno erede di Roosevelt) , di comune accordo hanno sfruttato a fondo questo mito; il primo per impedire all'Europa di prendere coscienza di se stessa e integrarsi alla Germania, il secondo per deficienza mentale. E Kruscev continuò a giocare con Kennedy il gioco di Stalin con Truman...(...) Comunque, circa verso il 1950 , rinacque e prese corpo nella mente di molti, l'idea che l'Europa esisteva. Questa episodica presa di coscienza, già provocata un tempo dall'ossessione delle guerre franco-tedesche, lo era, questa volta da un'altra , a due facce complementari: da una parte la quasi certezza che divisa in se stessa l'Europa era facile preda del bolscevismo, dall'altra che non vi era Europa possibile senza l'integrazione della Germania. A Mosca come a Tel Aviv si era sentito, già al suo primo soffio che questo vento veniva da lontano: se si fosse scatenato in tempesta non avrebbe mancato di provocare l'unione dell'Europa, il che per la Russia avrebbe significato l'isolamento, per Israele la fine di quelle sovvenzioni di vitale importanza che le vengono versate a titolo di riparazioni dalla Germania (Ben Gurion , ricevendo Gerstenmayer , Presidente del Bundestag, ha dichiarato , il 30 novembre 1962, che il loro importo ammontava a 850 milioni di dollari all'1 aprile 1962: una bazzecola!).". (4)
Basta o dobbiamo andare avanti per cercare ulteriori 'prove' che dimostrino l'interessamento 'monetaristico' e politico di quanti si dimostravano più che 'attenti' controlori della necessità di soffiare il fuoco sotto i carboni ardenti ed alimentare ad arte la vulgata sterminazionista? Una 'vulgata' fatta diventare rapidamente verità storica, trasformatasi nel tempo in insindacabile realtà ed infine - con 'avallo' vaticano - eretta a dogma infallibile e indimostrabile ma come tale soprattutto indiscutibile della società contemporanea , rovesciata e contorta di massa.
Aggiungere 'altro' crediamo sia oltremodo inutile anche in considerazione dei lavori, tecnicamente più specialistici e storicamente più rilevanti, finora prodotti dai vari Mattogno, Faurisson, Irving e da altre decine di coraggiosi storici che hanno cercato di far cadere il velo dell'omertà sistemica su questa leggenda , su un mito inarrivabile, che da oltre sessant'anni sta imprigionando l'Europa, soffocandone le aspirazioni dei popoli e delle nazioni che di questo vecchio e glorioso continente fanno parte a riprendersi la propria sovranità nazionale, politica ed economica, ed uscire dal soffocante ed irritante ricatto usurocratico della Lobby e dal controllo politico-militare della superpotenza a stelle e strisce che continua a percepirci tutti come 'coloni' ...Sion userebbe invece la dizione 'bestie da soma'.
Tant'è....noi aspettiamo volentieri il film 'olocaustico' preannunciato dalla "reginetta del pop" Britney Spears che tanto tanto clamore e indignazione ha provocato tra le comunità giudaiche di mezzo mondo.... Una volta 'tanto' saremo 'lieti' di vederne uno di questi 'capolavori' sterminazionisti.... Britney Uber Alles!
DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI
DIRETTORE RESPONSABILE AGENZIA DI STAMPA "ISLAM ITALIA"
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http://www.terrasantalibera.org/DHB...olocaustico.htm
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Note -
1 - Carlo Mattogno - "Il mito dello sterminio ebraico" - ediz. "Sentinella d'Italia" - Monfalcone 1985;
2 - Carlo Mattogno - op. cit. ;
3 - Carlo Mattogno - op. cit. ;
4 - Paul Rassinier - "Il dramma degli ebrei" - edizioni "Europa" - Roma s.d.;
11:59 Scritto da: metropolista in Revisionismo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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