17/07/2010

Manuela Arcuri, archetipo femminile ario-italico

Manuela Arcuri, archetipo femminile ario-italico

13/07/2010 ·

ORGANICA COMPIUTEZZA ESTETICO-PLATONICA

di Dagoberto Husayn Bellucci



“Una come te non l’ho vista mai,
ora guarda me dimmi se ci stai,
giuro che non posso fare a meno di quello che
riesci a darmi solo tu.
Ruberò per te quello che non hai,
vieni qui da me non fermarti mai,
sono il tuo bastardo preferito perchè
stanotte sono solo un ladro di te.

Una come te già l’ho vista all’opera,
senza anestesia operazione a cuore aperto.
Hai preso il cuore e l’hai gettato nell’inferno
nell’eterno inverno senza giorno.
Amori nella notte, facce senza nome,
poche parole e poco spazio all’emozione.
Hai preso il cuore e me l’hai fatto in mille pezzi,
come anestetico ho amplessi non complessi.
Faccio progressi ma io resto sconnesso,
e non c’è donna che io ceda al compromesso,
niente accesso al mio io più nascosto,
ma confesso che ti voglio ad ogni costo.
Tu mi accendi sai brividi spenti,
tu mi prendi e poi sali e non scendi,
tu non ti arrendi e fingi indifferenza,
ma non c’è seduzione senza finta innocenza.

RIT:

Ti guardo e riguardo, centro il tuo sguardo,
se mi giro vedo che mi stai cercando.
Con gli occhi neri veri come l’asfalto,
con gli occhi scuri duri come il cobalto.
Sono un bastardo ma è questo che tu vuoi?
oggi stai con me e poi domani stai con lui.
Sai qui ci rimette chi da e non ha nulla in cambio,
è il gioco finto dello scambio.
Da oggi cambio magari sbaglio,
ma se è un abbaglio poi gli do un taglio,
senza guinzaglio stretto al collo vivo
vivo ogni passione col cervello disattivo.
Compulsivo, esplosivo battito del cuore,
da te cammino cercando le parole.
Se è l’occasione che rende un uomo ladro, andiamo questo è l’attimo buono che aspettiamo.

RIT:

“ora non fermarti, no ti prego non fermarti mai”.

E’ stato bello rischio di restare
cerco il giaccone perchè me ne voglio andare,
prendo la chiave ed esco fuori dal portone
è ancora buio e me ne vado da spaccone.
Poi esce il sole, faccio colazione,
forse mi sbaglio, forse ho fatto un grande errore,
è un altro nome che scorderò domani,
non voglio donne da portare sull’altare”

( Piotta – “Ladro di te” – 2004)

“«Il mare di Porto Cesareo a Manuela Arcuri simbolo di bellezza e prosperità».

(Epigrafe sotto la statua dedicata a Manuela Arcuri  rimosso lo scorso fine marzo dalla giunta comunale tra le vivaci proteste della popolazione locale)

Una ricognizione scrittoria sull’archetipo femminile contemporaneo, esemplare unico di faemina maximae, si ‘impone’ laddove si contempla come circolare compiutezza esterica nella figura indiscutibilmente superlativa di Manuela Arcuri.

Estetica assoluta di un tipo ario-italico di bellezza mediterranea, solare e oniricamente concepita per rappresentazioni di altissimo livello delle eccelse virtu’ di una bellezza giunonica superiore: questo, in ‘sintesi’, il ritratto irradiante femminilita’ esplosiva e prorompente della bellissima Manuela Arcuri.

Nata trentatre anni fa in quell di Anagni…(…l’8 gennaio del ’77…si ‘vede’ che a inizio anno vengono “su” ‘bene’ le “bimbe”…) la modella e attrice di origini misto calabro-campane dopo aver frequentato l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma ha iniziato la sua scalata al successo diventando di anno in anno una delle piu’ affascinanti show-girls della televisione italiana.

L’esordio risale alla meta’ anni novanta: dopo esser stata scritturata da Leonardo Pieraccioni per “I Laureati” sara’ una delle vallette del programma “Il Gatto e la Volpe”. Dopo una serie di esperienze cinematografiche e teatrali minori (tra queste si ricorda “Liola’” di Gigi Proietti) nel 1999 verra’ infine scelta da Giorgio Panariello per il ruolo da protagonista del film “Bagnomaria” che la lancera’ come volto e soprattutto ‘corpo’ tra i piu’ ambiti del cinema: del 2000 il calendario-sexy per “Gente Viaggi”, quindi il servizio l’anno dopo per “Panorama” che le aprira’ definitivamente le porte della televisione: “Mai dire gol” con la Gialappa’s, la fiction “Carabinieri” nel 2001 e infine il Festival di Sanremo nel 2002.

Questo del ‘resto’ offre lo “star-system” italiota e di meglio c’e’ assai poco ….L’importante dentro lo “scatolotto” demoniaco e’ saperci stare e possibilmente non deprezzarsi piu’ del necessario. L’affascinante Arcuri ha saputo ‘signoreggiare’ trasmissioni e programme, cinema e apparizioni, dando sempre il meglio di se’ senza ulteriori concessioni…

Anche i nudi (…al di la’ della banalissima retorica sul “nudo artistico”…) sono anche ‘apprezzabilissimi’ laddove le forme estetiche scolpite irradiano forme archetipiche di bellezza platonica ossia dove viene raggiunta la perfezione…

E’ del 2003 la conduzione, al fianco di Teo Teocoli, dell’ottava edizione di “Scherzi a parte” mentre l’anno seguente sara’ protagonista del video musicale “Liberi da noi” di Gigi D’Alessio esperienza ripetuta successivamente con la clip di “Somewhere here on earth” di Prince (2007) e “Ancora qui” di Renato Zero assieme ad un nutrito gruppo di attori ed attrici piu’ o meno storici fan’s del cantautore romano.

Da allora per la bella showgirl’s calabro-napoletana piu’ teatro che televisione…Magari meno note le sue attivita’ teatrali (anche meno pubblicizzate rispetto al piccolo schermo) ma non per questo meno importanti: nel 2008 ha interpretato Egle Ciccirillo nella commedia teatrale “Il primo che mi capita” scritta, diretta e interpetrata da Antonio Giuliani mentre e’ dello stesso anno quello che lei stessa ha definito come “il ruolo piu’ impegnativo ma anche piu’ bello della mia carriera” nella fiction “Io non dimentico”  una miniserie altamente drammatica andata in onda nel gennaio 2008 e che narra di una ragazza dalla giovinezza piuttosto complessa, vittima di uno stupor e infine legata ad un esponente della Camorra.

Una miniserie nella quale l’Arcuri sara’ coprotagonista assieme a Brando Giorgi e Giovanni Scifoni e nella quale comparvero anche Giancarlo Giannini, Sergio Muniz, Elena Russo per la regia di Luciano Odorisio.  Storia di mafia, storia cruda di violenza e sopprusi come spesso ne accadono anche nella realta’ nel nostro mezzogiorno d’Italia vittima della criminalita’ organizzata e abbandonato da una classe dirigente mediocre e vile ad affrontare spesso in completa solitudine i propri guai.

Questa in estrema sintesi la carriera da attrice e donna di spettacolo della trentatreenne bellezza  mediterranea, sogno proibito di tantissimi italiani e sicuramente tra le piu’ affascinanti visioni catodiche della televisione italiana.

L’Arcuri, al centro spesso di numerosi scoop gossippistici e pseudo-scandalistici, ha rivelato, in un’intervista comparsa sul numero 23 di “Intimita’” del 16 Giugno scorso,  che le risulterebbe “difficile trovare il grande amore”…. Difficile darle torto non foss’altro perche’ la societa’ usa e getta del consumismo edonistico modello americano ha finito per divorare tutto: emozioni, sentimenti, gioie e dolori …niente viene risparmiato…e dove non arriva la Tv-verita’ che piace tanto ai cerebrolesi teleutenti allora arriva Internet o qualche social-forum… Tutto viene immortalato, tutto ripreso, tutto diviene imagine da divorare….E’ ci sono poi quelli che insistono a parlare di “privacy”….La vita privata oramai non esiste piu’ perche’ la ‘moda’ corrente e’ quella di mettersi in piazza e raccontarsi…

“Parlatene bene, parlatene male purche’ ne parliate” vecchio ‘adagio’ che funzionava ieri per lo star-system estesosi anche al pecorume deambulante della “gente” ….

“La mia vita sentimentale – racconta la bella Manuela – infatti ora e’ assolutamente in stand by, sono singe” lamentandosi per niente illegittimamente che “…trovare un uomo per la vita risulta difficilissimo anche a me. Forse di piu’. Gia’ e’ complicate per qualsiasi altra signora scovare l’amore vero e facendo questo mestiere i problemi aumentano” sottolineando infatti che “molti uomini, infatti, hanno quasi paura a mettersi con una che di riffa o di raffa e’ sempre sotto i riflettori. Sei poi sei anche indipendente, forte, sicura. ti stanno proprio alla larga….”

Che dire in proposito se non che sono ‘frasi’ gia’ sentite almeno decine di volte….e indipendentemente dalla ‘fama’ – che certamente qui non e’ in ‘questione’ – spesso accade anche alle ‘altre’ …meno famose…meno ‘appariscenti’ dell’Arcuri….

Anzi…nella societa’ dell’immagine dove  l’apparire si sostituisce all’essere …diventa un déjà vu stuccoso alla fine e affatto divertente specie tra le femmine che hanno iniziato il ‘conto’ al contrario…e ce ne sono a iosa!

Ma anche la splendida Arcuri qualche ‘dubbio’ o perlomeno alcune domande inizia a farsele se dichiara: “Nei rapporti d’amore per esempio parto subito in quarta, pretendo tutto e subito. (anche noi ndr). Siccome io do tutto e subito alla persona di cui mi innamoro, la mia missione e’ non fargli mai mancare nulla, vorrei essere ricambiata nello stesso modo. Pero’ non e’ ditto che il partner abbia i miei stessi tempi, ogni persona e’ diversa, per esempio c’e’ chi all’inizio ci va con i piedi di piombo e solo conoscendomi a fondo si lascia andare….(…) …sono frettolosa. Lo so che e’ un errore, ma ogni volta cado in  questo tranello.”.

A volte i tranelli comunque servono …inciampando si impara! Oltre a sottolineare che comunque “e’ stato meglio lasciarsi che non essersi mai incontrati” parafrasando il compianto Fabrizio De Andre’ ogni relazione e’ una storia a se…che meriti o meno di essere vissuta il tempo, e soltanto quello, potra’ dirlo…

Infine, a proposito del “grande amore” (…esiste esiste…magari non e’ facile accorgersene ma …prima o poi arriva per tutti…) la Arcuri dichiara di non averlo ancora vissuto perche’ “..se l’avessi incontrato forse sarei gia’ mamma, perche’ avere un figlio mi piacerebbe tantissimo, l’istinto materno credo di avercelo innato.”

Il che, in un mondo alla rovescia di ‘rovesciati’, e’ gia’ una bella rassicurazione… Tant’e’ non avevamo alcun dubbio…’ … Bella, brava e intelligente …ecco il ‘problema’ forse sta li’… ma , di fronte all’assolutezza estetica, noblesse oblige c’e’ solo da inchinarsi…

Ora qualcuno potra’, anche legittimamente, obiettare (…e chi e’ che oramai non “obietta” in merito alle nostre ricognizioni scrittorie?….di squaglicoglioni ce ne sono a ‘iosa’…forumistici e non, virtuali e reali…c’e’ anche quell’idiota che ci telefono’ dopo anni di silenziosa latitanza per chiederci se fossimo “impazzati”…gia’…quando non ‘capiscono’, non vogliono ‘capire’ o fanno – soprattutto – finta di non ‘capire’ allora regolarmente, puntuali come un orologio svizzero, tirano fuori la ‘storiella’ della “pazzia”…l’abbiamo gia’ scritto…ma…repetita juvant…siamo al di fuori di ogni ‘normale’ percezione altrui…e tanto vi basti…),  che quest’articolo potrebbe risultare un po’ troppo “lattanziano”…

Ora premesso la nostra insindacabile stima ed il nostro mai celato rispetto fattuale – siamo debitori politicamente dell’”abc” dei ‘fondamentali’ al Grande Guascone di Popoli – nei confronti del “Signore del Vortice”, Noi affermiamo che:

a)      non esiste, ne’ potra’ mai esistere, nessuna forma scrittoria neanche lontanamente ‘simile’ (…che significa oltretutto “simile”…andatevi a vedere il ‘dizionario’…forse ci ‘arrivate’…) o minimamente ‘vicina’ ai dirompenti scritti lattanziani;

b)      se, eventualmente, abbiamo deciso di scrivere cio’ che pensiamo nelle forme e nei contenuti cosi’ come redatti evidentemente significa che abbiamo “appreso” piu’ che bene il “catechismo politico” dall’unico che, con cognizione di causa poteva ‘offrire’ “lezioni” ….ideologiche, politiche, tattico-strategiche e, dulcis in fondo che non fa mai male, di “stile” perche’, in fondo, cio’ che ‘conta’ non e’ come lo si dice ma nello ‘stile’ che fa muovere – assieme alle idée eterne e immortali della Tradizione – il mondo …il ‘resto’ non ‘conta’ niente. Sono solo inutile ‘ciancie’ su questo, quello e quell’altro ancora…

c)      infine scriviamo come scriviamo perche’….a Noi ci piace cosi! Indipendententemente da qualsivoglia critica e astiosamente impermeabili a qualunque approvazione o disapprovazione altrui….

Au revoir….

DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI

13 LUGLIO 2010

http://belluccidago.wordpress.com/2010/07/13/manuela-arcu...

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30/10/2009

Idiozie - Note disinteressate sulle esternazioni anti-calabresi dello "chansonnier" di regime Antonello Venditti

IDIOZIE - NOTE DISINTERESSATE SULLE ESTERNAZIONI ANTI-CALABRESI DELLO "CHANSONNIER" DI REGIME ANTONELLO VENDITTI

di Dagoberto Husayn Bellucci

  

La quintessenza dell'imbecillità dilagante e 'debordante' oramai al di là di ogni immaginabile livello di 'tolleranza' viene quotidianamente superata dalle affermazioni senza senso di soggetti che, pur di esistere, apparire e continuare a restare nella società dell'immagine (dove tutto è superfluo e metabolizzato dai diabolici meccanismi di rappresentazione massmediatici), non trovano di meglio che 'esternare'.

 

Già in passato e sovente c'è capitato di 'assistere' ed 'ascoltare' demenziali dichiarazioni oramai 'patrimonio nazionale' della stessa classe politica e di quelle che sono gli 'spessori' culturali dell'intellettualismo sistemico: banalità e quisquillie - per dirla con il Grande Totò - che lasciano ovviamente il tempo che trovano e, nei fatti, passano inosservate.

 

E così ricordando le 'legaiole' musicalità di un certo Alberto Fortis, i suoi strali anti-romani di qualche annetto or sono, per una sorta di 'par condicio' "diamo a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio" occupandoci delle recenti dichiarazioni anti-calabresi 'partorite' dall'impeto bacchettone-finto-moralista del più classico degli "chansonnier" di regime: Antonello Venditti, uomo di dichiarata e notoria 'fede' politica sinistroide, cantautore emblema della romanità per decenni, sicuramente in passato valido rappresentante di una percezione tutta romanesca per la quale "Roma caput mundi!".

 

Niente da ridire ci mancherebbe: Roma è assolutamente e rimarrà la città che maggiormente sentiamo a noi 'vicina' e idealmente la Capitale di un Impero e la culla della nostra civiltà, formatrice di identità e spiritualità indiscutibilmente patrimonio ideale delle Gens italiche. La Roma dei Cesari, delle aquile imperiali, della visione eroica che contraddistinse secoli di presenza italica nel mondo e modellò un'intero continente spaziando dalla Britannia alla sponda meridionale nord-africana del Mediterraneo, dalla penisola iberica all'Arabia occupando e dominando con determinazione ma insieme spirito di giustizia popolazioni tanto diverse sottomettendole alla propria lex è , rimane, sarà sempre esemplare archetipo di Imperium nella più alta accezione del termine. Un esempio ed una imperitura realtà storica di una manifestazione tradizionale entro la quale il Genio italico potè dominare mari e monti, con l'aratro e la spada, con la Legge e l'Ordine, affermando Valori Eterni.

 

Una realtà indiscutibilmente testimoniata dalle vestigia solenni, sublimi e metafisiche che 'scandiscono' il passaggio e l'attraversamento 'turistico' contemporaneo di strade, palazzi, monumenti e angoli della nostra Capitale: Roma Eterna senza ma e senza se...(... e se fossimo romani probabilmente percepiremmo il 'resto' del mondo quale 'agglomerato' ontologico di secondaria importanza...).

 

Quanto è in discussione sono invece le dichiarazioni inutili e assolutamente demenziali rilasciate da Venditti nei confronti della terra di Calabria.  Terra di uomini forti, di donne passionali e dal fascino misterioso e prorompente ( ... Elisabetta Gregoraci docet , senza se e senza ma...), di uomini e donne veri e verso i quali nutriamo sentimenti di simpatia e rispetto non foss'altro perchè li abbiamo conosciuti fin dai tempi della nostra 'ferma' militare (...prolungatasi 'parecchio'...) e frequentati anche recentemente. La Calabria è terra di Cultura (con la C maiuscola), di Arte, di Storia, di passioni forti che - anche in tempi piuttosto 'recenti' - videro un popolo mobilitarsi, scendere nelle strade e piazze per affermare diritti inalienabili e contrastare ingiustizie manifeste (si pensi solo alla rivolta dei "Boia chi Molla" (1) che incendiò nel 1970 Reggio 'defraudata' del suo naturale status di capoluogo regionale).

 

Ora, e senza mezzi giri di parole 'inutili', che Venditti 'sproloqui' le sue cazzate questo ovviamente potrebbe anche lasciarci indifferenti nè del resto ci potrebbe modificare di una virgola il giudizio sul Venditti-pensiero (...classico d'altronde di una certa si(o)nistra radical-chic, populista di facciata e perbenista e ipocrito-moralista d'animo, grettamente autoproclamatasi Verbo insindacabile di questo paese, con una dose 'abbondante' di puzza sotto il naso...è la classica "sinistra" di potere...quella dei 'salottini' intellettuali, dell'autoreferenzialità assurta a dogma insindacabile, di una percezione arrogante nei rapporti con il 'resto' del pianeta...la Sinistra de "La Repubblica" , che vive ai Parioli e nei quartieri della Roma-bene, la Sinistra di governo che 'ruota' attorno al Partito Democratico, 'cuore' riformista e anima 'ameregana' ....i novelli "salvatori" del paese per loro stessa ammissione e 'percezione'...) ma senza neanche entrare nel merito delle 'argomentazioni' astruse 'prodotte' dal cantautore romano non possiamo che dissentire e , giusto per non 'infierire', stendere un velo pietoso su quella che ci auguriamo sia stata soltanto una pessima 'boutade' concertistico-avvinazzata.

 

Altrimenti ci sarebbe da domandarsi, semplicemente, "perchè Dio ha creato Antonello Venditti?".

 

Au revoir

 

DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI

 

DIRETTORE RESPONSABILE AGENZIA DI STAMPA "ISLAM ITALIA"

 

Link a questa pagina:

http://www.holylandfree.org/DagobertoHB_note_su_venditti....

 

Note -

 

1 -  Prima rivolta identitaria e realmente popolare Reggio Calabria ha rappresentato un laboratorio politico interessante purtroppo esauritosi nel volgere di pochi mesi.

In merito ai fatti di Reggio consigliamo di Luigi Ambrosi - "La rivolta di Reggio - Storia di territori, violenza e populismo nel 1970" ediz. "Rubbettino" - 2009; 

 

11:57 Scritto da: metropolista in Costume e Società | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

02/09/2009

La Terra dei cachi - Italia anno zero: la crisi del sistema tra umane miserie e monnezza politica

LA TERRA DEI CACHI

 

ITALIA ANNO ZERO: LA CRISI DEL SISTEMA TRA UMANE MISERIE E MONNEZZA POLITICA

 

di Dagoberto Husayn Bellucci, dir. resp. Agenzia di Stampa "Islam Italia" -

 

 

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere di gente infame, che non sa cos'è il pudore, si credono potenti e gli va bene quello che fanno; e tutto gli appartiene.

Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!

Questo paese è devastato dal dolore...

 

Franco Battiato - "Povera Patria" - (album "Come un cammello in una grondaia" 1991)

 

Emergenza! E' questo il grido che si leva da un paese devastato dall'incapacità permanente e dall'irresponsabilità cronica di una classe politica corrotta e inconcludente.

Emergenza per la situazione dell'ordine pubblico di città italiane trasformate in autentiche discariche di monnezza sub-umanoide. Emergenza per la situazione dei rifiuti campani e per l'immagine che del 'belpaese' sta girando ormai quotidianamente - e non da oggi - sui media mondiali. Emergenza per le tante, troppe, morti che hanno coinvolto lavoratori innocenti vittime dell'indifferenza e della mancanza di controlli , risultante dell'arroganza di una casta - quella imprenditoriale - incapace di guardare al di là del proprio tornaconto personale.

Ed emergenza è anche quella che ha coinvolto direttamente  le Istituzione democratiche nella bufera dopo l'ennesima inchiesta giudiziaria che ha visto una procura della Repubblica emettere alcuni provvedimenti di custodia cautelare per alti esponenti dell'Udeur campana scatenando la rabbiosa reazione e le successive dimissioni del Guardasigilli on. Clemente Mastella e una crisi nel Palazzo.

Italia al capolinea dunque? Andiamoci piano. Già il recente passato ha dimostrato la capacità , l'abilità e l'estrosità della 'casta' di riciclarsi per rimanere a galla e già in troppe occasioni abbiamo assistito al ritorno in pompa magna del politico di turno. La "gattopardesca" attitudine, tutta italiana, del riciclaggio politico è indiscutibile.

 Prima di parlare di "crisi del sistema" occorrerà attendere come ci ricordano editorialisti e addetti ai lavori di una informazione sempre più prona ai diktat del Potere.

 Una domanda sorge spontanea: ma attendere cosa? 

Non è forse da anni che si discute di una crisi della "democrazia" e di una mancanza di risposte da parte delle Istituzioni rispetto alla serie di problemi, vecchi e nuovi, del paese? E non è forse vero che da altrettanto tempo si dibatte inutilmente sull'incapacità di mutazione della classe politica e di quella dirigente (rappresentanti autorevoli di quella Casta di intoccabili 'scoperta' dall'opinionismo stupido-sistemico del giornalismo prezzolato)  principali responsabiliti dello sfascio nel quale si ritrovano gli italiani?

E attendersi cosa da un sistema che ha fatto quadrato , in ogni occasione, rispolverando l'antifascismo quale collante unitario anche dinanzi a quel fenomeno -  etichettato mediaticamente come anti-politica - rappresentato dalle sparate provocatorie ma legittime di un comico che ha cavalcato un malcontento diffuso e cavalli di battaglia storici altrui  (lo strozzinaggio o usura legalizzata attualmente 'riciclata' nella dizione corrente di signoraggio)? 

E' bastata l'organizzazione di un "V Day" per agitare le acque della politica e prospettare notti bianche e incubi alla casta intoccabile? Oppure come probabilmente risponde a realtà tutti questi fenomeni , che in ordine sparso sono stati oggetto delle 'attenzioni' mediatiche, non rappresentano nient'altro che diversioni strategiche abilmente camuffate da segnali di protesta e malcontento rispetto ai mali reali del "paese cchiu stupete du munne"?

Diversioni rispetto al problema centrale dell'Euro-truffa, a quelli del precariato e dell'instabilità sociale che generano tensioni e scontri  moltiplicando in un numero crescente la nuova povertà determinata dalle dinamiche di sviluppo del turbocapitalismo globale. Diversioni anche rispetto al malaffare e al ladrocinio di Stato, ai privilegi che non da oggi hanno caratterizzato l'avvento di categorie di intoccabili, il sopravvivere alle intemperie dei "furbetti del quartiere" di ogni risma e colore politico e l'emersione di una nuova oligarchia del denaro bassamente gretta, borghese nell'anima e avida di potere.  Infine non da ultimo diversioni rispetto a quella che è storicamente e tradizionalmente l'intrusione-interferenza vaticana nella vita politica di una nazione che "non può non dirsi cattolica" ma rivendica le sue tradizioni laiche per poi riscoprirsi "cristiana" dinanzi a presunte-pretese "minacce islamiche".

Così diviene un diversivo intelligentemente cavalcato da tutta la classe politica anche l'ennesima "caccia alle streghe"

e i latrati di chi nelle sedi istituzionali ha urlato "al lupo al lupo" di fronte all'emergenza "ultrà"  e ai disagi di una gioventù castrata interiormente e alla quale decenni di edonismo e benessere hanno tolto qualsivoglia volontà ribellistica. Anche l'emergenza "ultrà" scatenatasi dopo l'ennesimo assassinio di Stato - l'omicidio del tifoso laziale Gabriele Sandri ancora senza giustizia - serve a deviare l'attenzione dai problemi reali di un paese in preda a compulsioni e nevrosi di ogni sorta. Un'altra vittima sacrificale per l'altare dei privilegi della Democrazia e delle sue Istituzioni.

E mentre la "casta" litigiosa fa quadrato a difesa dei propri privilegi il paese affonda tra criminalità organizzata, reati di ogni genere e munnezza napoletana... ultima spiaggia - ma solo in ordine di tempo -  di una deriva inquietante...

In ordine sparso e senza bussola le 'greggi' al pascolo dell'"azienda Italia" attraversano le intemperie della situazione di crisi e disordine internazionale con un unica, sufficiente, certezza: restiamo i campioni del mondo in carica fino al 2010. E' demenziale ma anche 'questo', nella società 'rovesciata', trova ampia cittadinanza perchè - parafrasando Elio e le Storie Tese - viviamo nella "terra dei cachi"... 'esilarante' metafora canora che contraddistingue il non senso di un paese in crisi d'identità e vicino ad un autentico delirio di massa... Ironia a parte abbiamo oltrepassato il punto di non ritorno...

 

Parcheggi abusivi, applausi abusivi,

villette abusive, abusi

sessuali abusivi; tanta voglia

di ricominciare abusiva.

Appalti truccati, trapianti truccati,

motorini truccati che scippano

donne truccate; Il visagista

delle dive e' truccatissimo.

Papaveri e papi, la donna cannolo,

una lacrima sul visto: Italia si',

Italia no.

Italia si' Italia no Italia bum,

la strage impunita.

Puoi dir di si' puoi dir di no,

ma questa e' la vita.

Prepariamoci un caffe',

non rechiamoci al caffe':

c'e' un commando che ci aspetta

per assassinarci un po'.

Commando si' commando no,

commando omicida.

Commando pam commando papapapapam,

ma se c'e' la partita

il commando non ci sta e allo stadio se ne va, sventolando il bandierone non piu' il sangue scorrera'; infetto si' ? infetto no ?

Quintali di plasma.

Primario si' primario dai, ueeee!

primario fantasma.

Io fantasma non saro'

e al tuo plasma dico no.

Se dimentichi le pinze fischiettando

ti diro': Fi fi fi fi fi fi fi fi

ti devo una pinza, fi fi fi fi fi fi fi fi, ce l'ho nella panza Viva il crogiuolo di pinze, viva il crogiuolo di panze.

Quanti problemi irrisolti

ma un cuore grande cosi'.

Italia si' Italia no Italia gnamme,

se famo du spaghi.

Italia sob Italia prot, la terra dei cachi.

Una pizza in compagnia,

una pizza da solo; un totale di due pizze e l'Italia e' questa qua.

Fufafifi fufafifi Italia evviva.

Italia perfetta, perepepe' nanananai.

Una pizza in compagnia,

una pizza da solo;

in totale molto pizzo, ma l'Italia non ci sta.

Italia si', Italia no.

Italia si' ue', Italia no uo' ue' ui' ua'.

Perche' la terra dei cachi

e' la terra dei cachi.

 

DAGOBERTO BELLUCCI

17:01 Scritto da: metropolista in Costume e Società | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook