16/11/2009

Eros e Thanatos - ...vita e morte, passione e resurrezione dell'umana,instabile, condizione...

 EROS  E  THANATOS ....VITA E MORTE,  
 PASSIONE E RESURREZIONE DELL'UMANA,  
 INSTABILE, CONDIZIONE...  di Dagoberto Husayn Bellucci 
   
 "Felicità  improvvisa vertigine  illusione ottica  occasione da prendere  parcheggiala  senza frecce o triangolo  tutti dormono già  e si é spento il semaforo  Ieri a te  oggi io sono il prossimo  quanto durerà  io lo chiedo agli altri ma  si vede che  c'era un filo invisibile  se n'è andata via  resta la scenografia .. ( Samuele Bersani - "Chiedimi se sono felice" - album "L'Oroscopo speciale" -  2000 )  "Viaggia insieme a me  Io ti guiderò  E tutto ciò che so t’insegnerò  Finchè arriverà il giorno in cui …..   Io ti porterò dove non sei stato mai  E ti mostrerò le meraviglie del mondo  e quando arriverà il momento in cui andrai  tu, tu guiderai  tu lo insegnerai ad un altro  un altro come te ..." ( Eiffeil 65 - "Viaggia insieme a me" - album "Eiffel 65" - 2003 )   "Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non  valgono nulla, o non vale nulla lui." ( Ezra Pound - Aforismi )    Maestri del nulla e professori di noia ritmata dal presente demenziale  avevamo 'scadenzato' , con puntuale e 'calibrata' precisione, lo spazio  temporale che avrebbe dovuto 'rispondere' a quella ricognizione analitico- scrittoria necessaria per opportune verifiche ontologico-politiche....adesso è  il tempo dei 'bilanci'. Mancano all'"appello", ne siamo coscienti, alcune  retrospettive relative alle insuperate formulazioni teoretico-ideologiche di  Franco Giorgio Freda ("La disintegrazione del sistema") e di Maurizio Lattanzio  ("Stato e sistema") - impedimento 'forzato' dalla mancanza oramai triennale dei  testi di riferimento dal nostro bailamme cartaceo-librario 'accroccato' alla  rinfusa in ogni dove - ; andremo 'oltre' anche perchè alla resa dei 'conti' la  'sostanza' di quanto doveva essere sviscerato scrittoriamente rimane  inalterata. 
 Non sarà l'ultimo 'intervento' scrittorio ma...siamo in dirittura d'arrivo... niente di più ma niente di meno. Premesso che avevamo con sincronica puntualità  abbondantemente previsto gli 'esiti' dobbiamo, invero, sottolineare come fin  dall'inizio dell'anno solare 2009 ci fossimo premuniti di preannunciare la  'rentreè' scrittoria dopo un anno di 'fermo'...(...'tempi' e 'modalità'  conformi...) ....Istintivamente possiamo dire che le previsioni siano state  'azzeccate' a cominciare dalla 'paraplegica' e demenziale 'percezione'  suscitata...  Al di là delle 'sparizioni' (....sim sala bim...'Silvan' non avrebbe saputo  far di 'meglio'...) di chi si è 'avvicinato' (...procuriamo effetti tsunamici  lasciando 'segni' nell'anima indelebili...) ci apprestiamo a tornare,  pigramente e disinvoltamente come sempre, in 'letargo' (...ci stiamo 'benone'... perchè - parafrasando il grande Rino Gaetano "escluso il cane tutti gli altri  son cattivi/ pressoché poco disponibili/ miscredenti e ortodossi di aforismi  perduti nel nulla"...) laddove sarà possibile eventualmente 'dedicarsi' a  tutt'altro foss'anche rifarsi una vita (..."vado a rifarmi una vita" canta  Sergio Caputo...."io con questa faccia e il mio passato da dimenticare"....). 
 Lasciamo l'italico teatrino della politica dei gossip trans-etero-pseudo  sessuali, delle boutade cialtronesche di soggetti al limite del 'dicibile' e  del commentabile (...siamo al teatro dell'assurdo alla matriciana...), di  polemiche sterili, vuote, inutili, ripetitive, stancanti, nauseanti quanto i  'protagonisti' (...personaggi in cerca d'autore...) che le alimentano...e  tralasciando qualsivoglia commento sulle recentissime idiozie sparate a ruota  libera da una professionista da bordello prestata alla politica...ce le  risparmiamo anche perchè, in tutta franchezza, non ne vale proprio la pena dare  spazio più di quanto non fatto finora al nulla deambulante  contemporaneo...'meglio' , molto meglio, una mostra di pittura ben  'accompagnati', l'ultima edizione di Parmantiquariato, una pizza fra amici,  quattro 'ciancie' calcistiche o un film d'autore ....abbiamo rivisto per la  duecentosettantaquattresima volta "Pulp Fiction"....("Il buono, il brutto e il  cattivo" oramai lo sappiamo praticamente a memoria...).  
 Alcuni, fra i sempre più rari (...'ormai'...) sodali, ci hanno 'questionato'  sui motivi per i quali non avessimo cominciato la stesura di un romanzo ... magari 'autobiografico'....'semplice'...non abbiamo quarant'anni di tempo  davanti per 'ricordarci' tutto...tantomeno nomi e cognomi, indirizzi e volti,  soggetti e situazioni che ci vedrebbero sicuramente costretti a 'piccanti'  rivelazioni e 'quisquillie' esplosive che lasciamo volentieri a chi deve  conoscere (..."chi sa sa e chi non sa 'su danno" recita un 'adagio'  pisano...). 
 La situazione presente (..."un periodo pieno di sorprese"...direbbe Samuele  Bersani...) per quanto soddisfacente non lascia spazio ad alcun dubbio: sarà  inevitabile l'affrontamento della questione maledetta ancora - eventualmente in  altre 'forme' e 'modi'...considerando l'inutilità di controinformare chi non  vuol'essere informato...- per parecchio tempo...nel 'frattempo' c'è altro cui  'dedicarsi': donne, viaggi, perlustrazioni psichico-sperimentali, arte, musica,  gastronomia, giardinaggio, fai da te...di tutto di più....in fondo è anche il  'momento' che si arrivi ad una 'definizione' chiara di ciò che rappresenta  attualmente l'Occidente giudaico-mondialista nella sua manifesta aspirazione  all'One World = mondo rovesciato, unidimensionale, computerizzato, virtuale, su  basi economicistico-massificatorie, livellatore di culture e stili di vita,  obnubilatore di pulsioni, emozioni e ideali, sifilide dello spirito e morte  dell'umano.....il 'divino' (...o 'Sacro' che dir si voglia...) è stato  castrato, violentato, scarnificato ed espulso dalla vita pubblica delle società  occidentali molti decenni or sono...Nietzsche 'inascoltato' 'cantore' di un  requiem senza fine. 
 All'umanità seviziata da quest'immondezzaio di falsi miti e pseudo-valori  edonistici (...una latrina in mezzo alle sabbie mobili...) potrebbero essere  sufficienti, qualora esistessero i presupposti necessari per una ridefinizione  post-nichilistica dell'assunzione di valori e della loro metabolizzazione  interiore (...'vivere pericolosamente' di fascistica memoria...), quei concetti  antitetici e dualistici desunti dal pensiero di Empedocle relativi alla  passione e alla morte.... 
 Amore e Morte per assurdo sono due antinomie insincerabili per l'umano  vivere...conflittualità latenti che emergono dal magma incandescente dell'anima  umana. 
 Empedocle di Agrigento, filosofo greco vissuto attorno al quinto secolo a.C.,  presenta una singolare e logica 'didattica' relativa a queste due 'valenze'  ponendo la questione di un dissidio su scala cosmica fra quelli che sono i  princìpi che muovono Amore (o amicizia) = philìa e Odio (o discordia) = neikos  i quali "sia per il nome che per la funzione che assolvono sono la stessa cosa  delle nostre due pulsioni originarie: Eros e Distruzione" (1) 
  Eros e Thanatos rappresentano dunque la forma che viene data sul piano della  psicoanalisi moderna a pulsioni primigenie che costituiscono l'essenza più  profonda dell'individualità su di un piano verticale, mentale e spirituale. I due opposti, come ogni opposizione che si rispetti, simbolicamente  rappresentanti due principi possono attrarsi e respingersi conseguenzialmente a  determinati eventi che inducono l'individuo ad assumere o riflettere l'una o  l'altra 'attitudine'...  
 Innanzitutto è bene sgombrare il campo da qualsivoglia equivoco: Eros (come  passione) e Thanatos (come istinto alla morte) sono due riflessi della nostra  pre-esistenza, alignano dentro a quella sfera sconosciuta e occulta che, il  giudeo Sigmund Freud, definì come "l'Io e l'Es" ....ne 'riparleremo' al momento  opportuno. 
 Il nome di Eros deriva dalla divinità greca dell'amore tendente a creare,  organizzare e formulare realtà complesse e armonizzate contrariamente a  Thanatos il quale, al contrario, nella sua esemplificazione del tutto porta ad  un inevitabile ritorno verso forme di esistenza inorganiche.  
 "Thanatos (o Destrudo) non compare negli scritti di Freud - scrive Ernest  Jones (2) - ma egli l'avrebbe talvolta usato nella conversazione. L'uso nel  linguaggio psicoanalitico è probabilmente dovuto a Federn". 
 A spiegarci esattamente il dualismo presente nei due principii di Eros e  Thanatos è la psicoterapeuta Cristina Maggiorelli la quale indica la passione  come "quell'esperienza amorosa che più di tutte ospita nelle sue viscere  l'Istinto di Vita (Eros) e l'Istinto di Morte (Thanatos) in una possibile,  anche se difficile, convivenza. Come testimoni di simile esperienza mi vengono  in mente Paolo e Francesca, frutto di una mente decisamente passionale, come  doveva essere quella di Dante. (...) 
 Io tratterò EROS e THANATOS separatamente, per evidenziare la positività  della passione, ma anche le devianze e patologie che un tal difficile connubio  comporta. La passione comporta un notevole coraggio in varie direzioni, tutte  vivificanti, se si trova la forza di affrontarle, guardandole nella loro  scomoda pienezza.  
 L’aspetto che più si conosce è quello del limite o divieto che accende le  passioni: letteratura, arte e scienza sono piene di esempi a tale proposito. Ma  anche la passione per la vita che anima non solo il bambino, ma uomini e donne  di tutte le età si alimenta di ostacoli da superare. Un’altra faccia della  passione, meno dichiarata, è quella dello sconvolgimento degli equilibri che  simile esperienza porta con sé. A volte le persone creano schemi di vita  stretti e soffocanti, soprattutto negli affetti e ci si infilano dentro per  paura, insicurezza, comodità. La vita può risultare tediosa e mortificante, ma  è una garanzia nei confronti di ogni forma d’ansia da cambiamento. La passione  non garantisce niente. Si limita a sovvertire un ordine per crearne uno nuovo.  E’ una nuova configurazione che si innesta su una crisi. E’ dinamica, volitiva,  quasi eroica. E’, per tutte queste ragioni, tenuta debitamente a distanza."  (3)    
 Vi è in questa descrizione dell'impulso passionale un' ottima base di  partenza per caratterizzare effetti oltreche ricercare cause scatenanti  l'atteggiamento 'amoroso' per il quale indiscutibilmente non esistono contro- misure che non siano una insopportabile meccanicità e aridità sentimentale:  senza passioni (amorose in primiis ma anche ideali, politiche e di qualsivoglia  altro genere e natura) l'uomo non esisterebbe riducendosi ad uno stadio  larvale, anemico-vegetativo, substrato di gesti istintivi da catena di  montaggio consumisitco-capitalista (è anche il subumano meccanicizzato  'inventato' dai cicli di produzione industriali della modernità che si ritrova  in quel prototipo di homo oeconomicus insindacabilmente elevato a  rappresentante di un "mondo" anche, soprattutto, dall'avvento della cosiddetta  "rivoluzione bolscevica" alias il golpe ebraico di Lenin che, nella rivoluzione  d'ottobre sovietica, incarnerà la quintessenza dell'operaismo quale 'vettore'  infra-umano...il 'sovietismo' quale sublimazione della meccanicità modernista  ovvero l'altro volto dell'edonismo consumistico capitalista...un super- capitalismo di Stato 'uso' al livellamento ed alla uniformazione  totalitaristica delle individualità). 
 Esistono nell'approccio alla passione veri e propri rischi come evidenziato  precedentemente: sono quelle che chiamiamo devianze da una naturale evoluzione  del sentimento passionale. Nel momento in cui la passione supera la soglia di  'ragionevolezza' ovvero diviene impulso maniacale, monotematismo  onnicomprensivo, malattia e sorta di paralisi psichica allora è possibile  parlare apertamente di sconvolgimento di equilibri, proiezione distorta  sull'oggetto/destinatario del sentimento passionale di una emotività devastata  e compressa da quello che possiamo tranquillamente definire come atteggiamento  paranoidale che inevitabilmente è generatore di crisi le quali possono, se  spinte ai limiti, portare verso Thanatos... Dalla passione alla paranoia fin  dentro alla follia pura il passo è breve...Nietzsche , 'sperimentatore del  vuoto nichilistico avanzante, aveva non casualmente parlato di "morte di Dio"  per raffigurare un'atmosfera, un clima, un destino.... 
 Identico discorso, inverso, possiamo farlo a proposito della passione: l'Eros  è diabolica 'macchinazione' psichica che rende sordi e ciechi, insensibili e  irrazionali. 
 In particolare occorre rilevare il dato fattuale che evidenzia, in tutti i  processi relativi alla sfera emotivo-passionale, una sostanziale sconfitta  della ragione determinata da una momentanea disobbedienza a regole, usi ed  abitudini alle quali si sostituisce il sentimento che investe e coinvolge  totalmente l'individuo fino al parossismo: queste dinamiche sono note anche nei  procedimenti relativi ad esperienze politiche e storiche di "massificazione  delle masse", inquadramento totalitaristico emotivo sapientemente 'coordinato'  dalla propaganda rivolta essenzialmente a suscitare stati d'animo ipnotico- psichici.  
 Premesso l'insindacabile verità fattuale che deve riconoscere il vettore  dissolutivo espresso dalla moderna psicologia, con particolare riferimento al  freudismo  -autentico 'spaccio' di tutte le pulsioni infra-umane ridotte ad una  costante ovvero alla sessualità intesa esclusivamente quale sedimentazione di  patologie congenite in ogni individuo (...il giudeo Freud sarà lo spacciatore  di pulsioni 'sporche' dell'anima...) -; metabolizzazione di tutti gli istinti  sub-liminali, al di sotto del limite umano, sotto cioè la soglia di 'guardia'  della ragione ovvero il laboratorio 'preferenziale' dell'indagine malata di  crani giudei i quali hanno sovvertito il senso originario delle scienze  psicologiche tradizionali asservendole alla volontà dominante di una  intellighenzia ebraica insoddisfatta e 'larvalmente' instabile la quale ha  determinato un 'diversivo' strategico per irretire, contaminare e  terapeutizzare l'intera umanità non ebraica...questo, in ultima analisi, ciò  che rappresenta il freudismo e la moderna psicologia in linea di massima dal  Freud procedente e soltanto, apparentemente, 'rettificata' successivamente da  Carl Gustav Jung. 
 Nel volume "Al di là del principio del piacere" Sigmund Freud sostiene che  "nella vita psichica esiste davvero una coazione a ripetere la quale si afferma  anche a prescindere dal principio di piacere"...coazione che viene definita  quattro volte come "demoniaca" e che si riscontra nella cosiddetta nevrosi  traumatica tipica per esempio di chi ha sofferto esperienze dolorose o tende a  rivivere o reinterpretare eventi violenti.  
 Il problema si pone con il freudismo quando questo intende ricercare e  rilevare una simile coazione persino nel gioco dei bambini ....chi si  addentrasse nella mente malata di Freud ne uscirebbe decisamente sconvolto  dinnanzi a tanta demenzialità al limite dell'isteria dimostrabile  nell'indistruttibile fiducia e nella cieca fede che questi ripone nell'analisi  sessual-masochistica di tutti gli avvenimenti e di qualsivoglia evento anche,  soprattutto, il più insignificante. 
 Freud riporta comunque l'esperienza traumatica ad un costante desiderio  dell'individuo a ripetere/rivivere determinati eventi con la necessità  intrinseca di morire, con la pulsione della morte che sarebbe rappresenterebber  la tendenza di qualsiasi organismo di ritornare al suo stato pre-organico,  inanimato, non sensistico. 
 In definitiva, per Freud «sembrerebbe proprio che il principio di piacere si  ponga al servizio delle pulsioni di morte [...]. A questo punto sorgono  innumerevoli altri quesiti cui non siamo in grado attualmente di dare una  risposta. Dobbiamo aver pazienza e attendere che si presentino nuovi strumenti  e nuove occasioni di ricerca. E dobbiamo esser disposti altresì ad abbandonare  una strada che abbiamo seguito per un certo periodo se essa, a quanto pare, non  porta a nulla di buono. Solo quei credenti che pretendono che la scienza  sostituisca il catechismo a cui hanno rinunciato se la prenderanno con il  ricercatore che sviluppa o addirittura muta le proprie opinioni.» (4)  In realtà l'individuo vive quotidianamente la contrapposizione/interazione  tra l'iirazionale e il razionale rappresentata dalla dicotomia tra Eros e  Thanatos. Se Freud afferma che Eros, la passione, unisce mentre Thanatos,  l'impulso alla morte, divide nessuno deve dimenticare che questa dichiarazione  sottolinea una simmetricità fra i due principii: Thanatos è il concetto  simmetrico di Eros. 
 Se prendiamo la valenza originaria della concezione empedoclidea la  dialettica che sorge spontanea è quella fra caos e ordine, tra distruzione e  totalità organica, del resto rilevabili nella perfezione formale che è tipica  del pensiero della Grecia classica e che manifesta costantemente nella  tensione, nella tragedia, la forza e la stessa angosciante ricerca perenne del  pensiero occidentale. Al di fuori di questa dialettica tragica, al di fuori di  questo pathos, si otterrebbe ciò che Freud chiama il principio del Nirvana,  ovvero la tendenza allo "0" che si può ottenere "lasciandosi morire", morendo a  sè stessi. 
 Thanatos dunque non rappresenta più la concezione originaria greca di  "destrudo", di distruzione, di quell'energia della distruzione che ricomprende  e si afferma come l'alter-ego di libido bensì' assume, nell'ipotesi formulata  dal Freud, la valenza di costanza la quale, sotto l'influsso del pensiero di  Schopenhauer viene presentata quale identica al principio di Nirvana proposto  dall'altra ebrea Barbara Low per la quale tutte le eccitazioni della mente,  tutti gli stati d'alterazione emotivi del cervello e dell'apparato psichico non  devono solo essere rimosse e tenute al più basso livello possibile ma  fondamentalmente eliminate, estinte radicalmente, sgombrate fino al grado zero  della realtà inanimata.  
 Una simile visione che andava individuando nella sfera psichica un nucleo  patogeno fisso indistruttibile, un ripetersi infinito di scaricamento e  ricaricamento emotivo, identico a sè stesso e insensatamente instabile (posto  al di fuori cioè da qualsiasi intenzionalità soggettivistica e contrario a  qualunque teleologia vitalistica) avrebbe disintegrato irrimediabilmente  qualunque illusione dell'applicabilità delle tesi freudiane alla psico-terapia  come accadrà con l'abbandono, a partire dagli anni Trenta, di molti allievi del  Freud che infine riconosceranno nel freudismo una teoretica impossibilità (5). Dal 1920 sino al 1939, anno della propria morte, Freud non cambierà più idea.  Ciò significa che il fondatore della psicoanalisi asserirà la sostanziale  incurabilità del disagio psichico per lo stesso arco di tempo, un ventennio, in  cui egli precedentemente aveva affermato l'esatto contrario...con buona pace  per i 'gonzi' di tutte le risme e di ogni latitudine...quando si dice la frode  giudaica che 'almanacca' con l'animo umano!  
 Cristina Maggiorelli scrive su Thanatos: " L’impulso vitale ad abbracciare  tutto ciò che è tanto bello da travolgerci, viene subito sotterrato quando  interviene Thanatos, l’istinto di morte. Ma si tratta di morte senza sofferenza  o di anestesia per paura della possibile sofferenza. E’ un meccanismo di difesa  che appartiene a tutti e quindi non mi permetto di giudicarlo. Ma sono a favore  di improvvisi, inesplicabili risvegli.   Paradossalmente si evitano le passioni  per la stessa ragione per cui ci si butta a capofitto in esse. Intendo parlare  di limiti e divieti.  Viviamo in una società in cui siamo valutati prima di  tutto per efficienza, produttività, utilità. E’ vittoria schiacciante per la  razionalità e, inevitabilmente, per l’appiattimento.   Si dice che viviamo in  una ”epoca spassionata”.  Abbiamo, inoltre, un codice di valori interno che non  è per nulla clemente con noi. Abbiamo interiorizzato la paura della dipendenza,  del “perdersi per strada”, dell’ambivalenza amore/odio che ci accompagnava da  bambini, dello spettro dell’abbandono che è presente in ogni esperienza  amorosa. (...) L’educazione ad amori ragionevoli e a sentimenti protetti è un  divieto ad “ appassionarci “fuori da ogni recinto". E’ un peccato che i nostri  limiti trovino poi un appagamento e una via d’uscita negli sceneggiati  televisivi che si sostanziano di amori passionali e temerari, di azioni eroiche  e gloriose. C’è poi un altro tipo di pseudo/passione che attiene più alla  sindrome ossessiva che all’esperienza amorosa. Questo scelta relazionale è  dilagante se i mass-media ci bombardano ogni giorno di episodi allarmanti.  Thanatos infuria in delitti che io non definirei passionali, perché non hanno  lo spessore di una “Cavalleria rusticana”dove il dolore prima ti “macera  dentro” e lo tieni a bada e lo porti in giro come “una smorfia”e poi…arrivato  il momento lo sfidi , a regolare duello. Lasciamo la tragedia nello spazio  dignitoso che le spetta e ritorniamo a una quotidiana malattia. L’ossessione è  il frutto di una razionalità ammalata. La malattia è un’esigenza di controllo  continuo su ciò che entra nel cerchio della propria vita affettiva. Si vuole  possedere ciò che si ama e amministrare il proprio avere è estenuante come la  passione, ma diametralmente opposto. L’enorme differenza sta nel rischio.  Altissimo nella passione, minimo nelle fantasie dell’ossessivo. Voler amare con  garanzie, ricorrendo anche ad appostamenti che frugano nei passi, nella mente,  nelle pieghe del cuore, nei silenzi , nei cellulari e nelle agende delle  persone amate sembra rassicurante per chi ha paura, ma è un gioco perverso. Per  paura dell’abbandono, ci si prepara la strada all’abbandono. Sfinimento,  ancora, ma senza passione. L’usura che contrassegna le esperienze forti è più  che legittima e non è mortifera." (6)  
 E' indiscutibile che le due esperienze - passione e morte - rappresentino due  imprescindibili momenti nella vita dell'essere umano e siano catalizzanti e  totalizzanti come evidenziato da quelle cicatrici dell'anima che spesso sono il  residuo di avvenimenti reali che l'individuo tende a rivivere. La psicoanalisi  moderna ha sostanzialmente avuto il suo bel da fare con i 'casi' relativi alle  migliaia di situazioni vissute, per fare un solo esempio, dai reduci dei campi  di battaglia di tutte le guerre del XXmo secolo ed identiche 'tracce' di quelle  che possiamo definire tranquillamente come "stati molteplici dell'essere"  citando Renè Guènon sono presenti nel sottobosco psichico individuale di  passioni (sentimentali ma anche di altra natura...impossibile non ricordare in  questa sede anche il "fanatismo" ideologico e politico che ha 'segnato' la  storia mondiale del secolo appena trascorso investendo di sè l'insieme delle  vicende individuali e comunitarie di miliardi di soggetti assolutamente  'percorsi' interiormente da parole d'ordine totalizzanti e onnicomprensive che  lasciavano uno spazio minimo al privato...il marxismo ma anche il fascismo ed  altre ideologie del Novecento hanno sovraordinato e modellato l'esistenza di  tutto e tutti, riducendo qualunque tentativo privatistico e eliminando alla  radice le pulsioni bassamente borghesi, normalizzanti e privatistiche, per  ricondurre ad un insieme più ampio le singole individualità le quali tendevano  naturalmente a scomparire all'interno di un panorama archetipico 'segnato'  dall'apparizione metastorica di Totalità Organiche insindacabilmente avverse a  qualunque ordine mentale e sociale individualistico...). 
 Residui psichici che, occorre sottolinearlo, costituiscono anche la 'memoria'  dell'individuo, al di là e oltre le 'elucubrazioni' teoretico-terapeutiche  della psicanalisi. 
 In conclusione scrive Cristina Maggiorelli non senza ragione: "per  allontanarmi dai percorsi accidentati e ritornare alla passione pura, trovo  sostegno e conferma per quanto ho detto a proposito del difficile sodalizio tra  Eros e Thanatos in questo verso di G. Leopardi nella poesia “ L’Infinito “:  “E il naufragar m’è dolce in questo mare"." (7)   Occorre, quale 'avvertenza' utile per chiunque si 'approcci' da un lato ad  esperienze 'magiche' dall'altro a studi maggiormente approfonditi relativi alla  moderna psicanalisi o alla psicologia contemporanea, sottolineare che l'Essere  Umano si ritrova e ricerca quale necessità sia Eros che Thanatos: passione e  morte, amore e dolore, emozione e odio rappresentano 'stati d'animo'  indispensabili per chiunque per 'vivere' e non ridursi ad uno stato 'larvale',  ad una sorta di meccanico robottismo di cui, peraltro, la società moderna è  fondamentalmente pervasa in quasi tutte le sue manifestazioni. 
 Noi affermiamo che le passioni (sentimenti, emozioni, vita e morte, amore e  odio) rappresentano una instancabile 'ricerca', indispensabili veicoli di  'manifestazione' e elementi costituenti l'umana natura. Anche, soprattutto,  laddove 'sfocianti' in vere e proprie ossessioni...perchè ...in ultimissima  analisi, la vita è un 'rischio'....e , parafrasando Robert Brasillach, "in  guerra e in amore tutto è permesso!". 
 Perchè come ci ricorda in un testo 'apprezzabilissimo' Piero Pelù (...'vabbè'  il 'soggetto' è quel che è...'sappiamo'...) : "...calci alla vita e anche più  giù/ ma farò finta che è tutto ok/  Io ti assicuro che da fare ce n’è/  per  domare la bestia che c’è in me/  finchè c’è lotta c’è speranza/  perché chi  soffre usa l’anima..."....  Noi siamo dei fanatici, dei fanatici che mirano ad essere sempre più lucidi... al di là del bene e del male! 
  DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI 
  DIRETTORE RESPONSABILE AGENZIA DI STAMPA "ISLAM ITALIA IN COLLABORAZIONE ESTERNA COME CORRISPONDENTE PER TerraSantaLibera.org ALTRI TESTI DELL'AUTORE AL LINK: http://www.terrasantalibera.org/Dagoberto_Husayn_Bellucci... 
   
 Note -   1 - Sigmund Freud, Analisi terminabile e interminabile (1937), in "Opere di  Sigmund Freud" - vol. 11, e in "L’uomo Mosè e la religione monoteistica e altri  scritti 1930-1938", Torino, Bollati Boringhieri, 2008, pp. 527-529. Nuova   Edizione:  paperback 2009;  2 - Ernest Jones, Vita e opere di Freud, vol. 3: L’ultima fase (1919-1939),  Milano, Garzanti, 1977; 3 - Cristina Maggiorelli - "Eros e Thanatos" al link informatico www. clicmedicina.it/.../amore_morte.htm ; 4 - Sigmund Freud - "Al di là del principio del piacere" (1920) - in "Opere  di Sigmund Freud" - vol. 9 - "L'Io e l'Es e altri scritti 1917-1923" - Torino,  Bollati Boringhieri - 1986;  5 - in merito a questa enorme frode e per maggiori orientamenti si consulti  di Antonello Sciacchitano - "Il demone del Godimento" in Aa.Vv. - "Godimento e  desiderio" - ediz. "Aut aut" - 2003. Assolutamente rilevante quanto evidenziato  inoltre sulla moderna psicologia e sul freudismo da Julius Evola nel suo  "Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo" ediz. "Mediterranee" -  Roma nuova ediz. 2008;  6 - Cristina Maggiorelli - "Eros e Thanatos"  ibidem; 7 - Cristina Maggiorelli - ibidem; 

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12:36 Scritto da: metropolista in Cultura | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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Vi auguro un bel Sabato ...

Scritto da: renci | 28/11/2009

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